Casa degli orrori: 18enne fatto marcire fino alla morte
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Casa degli orrori: 18enne fatto marcire fino alla morte

casa degli orrori

A processo la mamma, la sorella e la nonna di un 18enne lasciato morire di fame. Nella casa degli orrori anche un neonato in uno zaino.

Il 30 giugno 2016 in Inghilterra un ragazzo di appena 18 anni è stato trovato senza vita in casa in condizioni orrende. Il giovane infatti è morto letteralmente di fame, tra le piaghe da decubito. Ma non era solo. In quella che si scoprirà essere una vera e propria casa degli orrori c’erano la mamma del 18enne, la sorella e la nonna. Nessuna delle tre ha fatto niente, per mesi, per evitare la tragedia. Ora le donne sono a processo per omicidio colposo. Nell’appartamento trovati anche i resti di un neonato all’interno di uno zaino.

Corpo 18enne come vittime Olocausto

Il 30 giugno 2016 una chiamata giunge al 999, il numero di emergenza inglese. A chiamare Dawn Cranston, 45 anni, e all’operatore dice che il figlio Jordan Burling di 18 anni “sta male e ha problemi a respirare. – aggiungendo – Respira senza fiato e non risponde”. “Stava bene, mezz’ora fa, stava chiacchierando e parlando” sostiene la donna, poi aggiunge: “Si rifiutava di andare in bagno, così gli ho messo un pannolino.

È così testardo che non vuole andare dai dottori”.

Mentre la donna parla con un operatore, un’ambulanza giunge all’indirizzo indicato da Dawn Cranston. “Ma i paramedici arrivano in ritardo, di mesi” commenta amaramente il pubblico ministero Nicholas Lumley nel corso del processo. Quando i sanitari entrano in casa, non credono ai loro occhi. Jordan era praticamente solo “pelle e ossa, pesava meno di 36 chili ed indossava un pannolino sporco sotto il pigiama” racconta drammaticamente l’accusa alla giuria presente in aula.

Il corpo di Jordan Burling era riverso, ormai senza vita, su uno sporco materasso gonfiabile piazzato nel mezzo del salotto. Su tutto il corpo, il 18enne presentava piaghe da decubito, molte di queste infette. Alcune ossa erano pesantemente esposte in alcuni punti. Il pubblico ministero sottolinea che il 18enne è stato lasciato letteralmente “marcire fino alla morte”. Eppure in casa, oltre alla madre, c’era la sorella di Jordan, la 25enne Abigail Burling, e la nonna del giovane, Denise Cranston, 70 anni. Il medico che ha analizzato il cadavere ha affermato che il 18enne sembrava una vittima dell’Olocausto. Il suo corpo ricordava infatti quello dei prigionieri detenuti nei campi di sterminio della Seconda Guerra Mondiale.

Trovato anche neonato in uno zaino

Dawn Cranston, Abigail Burling e Denise Cranston sono tutte e tre accusate di omicidio colposo per la morte del loro familiare. Il pubblico ministero nella sua requisitoria non ha dubbi. “La colpa è di ciascuno degli accusati. Ciò che si è presentato davanti agli occhi dei paramedici quando sono entrati in quella casa è stata una scena sconvolgente e inquietante”, sottolinea il pm. “Per ragioni che potrebbero non essere mai comprese Jordan è stato condannato a marcire fino alla morte morte, da quelli a lui più vicini, per almeno diverse settimane” aggiunge.

La Procura infatti rivela che sul computer trovato in quella casa qualcuno aveva cercato rimedi per le piaghe da decubito appena otto settimane prima la morte di Jordan Burling. Eppure il ragazzo fino all’età di 16 anni sembra che abbia condotto una vita assolutamente normale. Poi è stato ritirato da scuola dalla madre, e lì deve essere iniziato l’incubo del giovane.

Presto si è poi scoperto che l’orrore in quella casa si nascondeva anche dentro uno zaino. Nel corso della perquisizione gli agenti, in quella che sarebbe dovuta essere la stanza di Jordan, hanno trovato uno zainetto. Al suo interno sacchetti di plastica con dentro altri sacchetti di plastica. In ultimo, però, la polizia ha trovato delle piccole ossa, appartenenti ad un neonato. La nascita del piccolo risalirebbe al 1992, e la madre sarebbe Dawn Cranston che si è dichiarata colpevole dell’occultamento del cadavere. Non è stato possibile stabilire se il bambino era nato vivo o morto.

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