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Manovra 2018, salta l’abolizione dei vitalizi: M5S infuriato

Tra le varie proposte di modifica della Manovra 2018 bocciate troviamo quella che riguarda l'abolizione definitiva dei vitalizi.

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Sono stati più di duemila gli emendamenti della manovra 2018 che non sono riusciti a superare il vaglio dell’ammissibilità. Tra queste proposte di modifica che sono state bocciate troviamo anche quella presentata dal Movimento Cinque Stelle e dal Pd che riguarda l’abolizione definitiva dei vitalizi.

Il presidente dem della commissione Bilancio e relatore del provvedimento, Francesco Boccia, ha spiegato che il Bilancio è stato riformato per essere semplificato. Se invece viene reso ancora più complicato, allora non viene fatto un buon servizio per il Paese.

Manovra 2018

Oltre duemila emendamenti della manovra 2018 non sono riusciti a superare il vaglio dell’ammissibilità. Tra le varie proposte di modifica che sono state bocciate c’è anche quella che riguarda l’abolizione definitiva dei vitalizi.

Una proposta che era stata presentata da Movimento Cinque Stelle e da Pd. Francesco Boccia, presidente dem della commissione Bilancio e relatore del provvedimento, ha dichiarato che il Bilancio è stato riformato per essere semplificato. Se invece viene complicato con riforme di sistema e norme ordinamentali, allora non viene fatto un buon servizio per il Paese.

Lo stesso Boccia ha aggiunto che tra le altre norme che sono state bocciate per estraneità di materia o per ragioni di copertura ci sono anche la riforma sulla governance Inps, le norme sulla giustizia civile e quella penale.

E pure quelle che riguardano da vicino il Coni. In ogni caso, la Commissione si esprimerà a partire dalla prossima settimana su non più di novecento proposte di modifica che sono stati segnalati dai vari gruppi. C’è stato un taglio netto, se si considera le quasi seimila proposta che erano state depositate lo scorso giovedì. L’obiettivo adesso è quello di affidare il provvedimento, che era stato votato già in Senato, all’Aula di Montecitorio il prossimo 19 dicembre.

M5S su tutte le furie

Lo scorso 26 luglio la Camera aveva approvato il disegno di legge Richetti, che applicava il metodo contributivo ai vitalizi degli ex parlamentari. A favore avevano votato in tutto 348 deputati. I voti contrari furono diciassette, mentre ventotto gli astenuti. Alla fine, il provvedimento era passato all’esame del Senato. Ma dopo questa decisione di bocciare la proposta che riguarda l’abolizione definitiva dei vitalizi, sia Movimento Cinque Stelle che Lega sono partiti all’attacco.

In particolare, i deputati del M5S in Commissione si sono letteralmente infuriati, affermando che la maggioranza in Parlamento ha voluto definitivamente affossare l’abolizione dei vitalizi. Secondo la loro opinione, il Pd e i vecchi partiti non hanno alcuna intenzione di rinunciare ai loro privilegi. Matteo Salvini, leader di Lega Nord, ha invece tuonato: “Altra presa in giro di Renzi. Bugiardi, fra poco vi mandiamo a casa!”. Lo scorso 15 settembre seicentootto tra deputati e senatori (417 deputati e 191 senatori, per la precisione) avevano maturato la loro pensione, che riceveranno all’età di sessantacinque anni. Questa pensione consiste in un assegno di circa mille euro, da poter incassare, come già accennato in precedenza, una volta compiuti sessantacinque anni di età.

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