Manovra 2018, emendamento Pd salva venditori ambulanti
Manovra 2018, emendamento Pd salva venditori ambulanti
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Manovra 2018, emendamento Pd salva venditori ambulanti

Manovra 2018

Un emendamento del Pd alla Manovra 2018 ha fatto slittare l'entrata in vigore in Italia della direttiva Bolkestein sul commercio ambulante.

Un emendamento del Pd alla Manovra 2018 ha fatto slittare l’entrata in vigore in Italia della direttiva Bolkestein sul commercio ambulante. Questa norma, che è stata dunque rinviata al 2020, aveva fatto scatenare proteste in quasi tutte le piazze italiane. L’emendamento del Pd è stato approvato nel corso di questa notte in Commissione Bilancio della Camera, che è ancora al lavoro dopo una no-stop che è durata praticamente per tutta la notte.

Manovra 2018

Per l’entrata in vigore della direttiva Bolkestein sul commercio ambulante in Italia si dovrà ancora attendere. A prevederlo è stato un emendamento del Pd alla Manovra 2018, che è stato approvato nel corso della notte dalla Commissione Bilancio della Camera. Secondo questo emendamento, “al fine di garantire che le procedure per l’assegnazione delle concessioni del commercio su aree pubbliche vengano realizzate in un contesto temporale omogeneo il termine delle concessioni in essere alla data di entrata in vigore della presente disposizione e con scadenza anteriore al 31 dicembre è prorogato fino a tale data”.

Si tornerà a parlare di questa norma, che aveva fatto scatenare proteste in quasi tutte le piazze italiane, a partire dal 2020.

Ovviamente in base agli equilibri politici che emergeranno in seguito alle prossime elezioni politiche che andranno in scena il 4 marzo. Come già accennato in precedenza, questa direttiva era una fra le più delicate che riguardavano la Legge di Bilancio, tanto da suscitare numerose proteste in tutto, o quasi, le piazze di Italia.

Nel frattempo, la Commissione Bilancio della Camera è ancora al lavoro dopo una no-stop durata praticamente per tutta la notte. La seduta era infatti ripresa intorno all’una, con la votazione degli emendamenti che però è andata avanti a rilento. Attualmente manca ancora all’appello l’ultimo pacchetto di proposte che sono state presentate ieri mattina dal relatore, Francesco Boccia. Successivamente arriverà il via libero definitivo per far arrivare il testo in Aula nella serata di oggi, alle 21. Almeno secondo quanto è stato riferito nel corso della conferenza dei capigruppo di Montecitorio. E’ molto probabile, a questo punto, che la fiducia venga apposta dal governo nel corso della mattinata di giovedì.

Le altre novità

A quanto si apprende, per quanto riguarda i contenuti del testo in esame, oltre alla direttiva Bolkestein, non ci saranno ritocchi significativi sul Jobs Act.

Il bonus bebè, invece, viene rifinanziato solamente per i neonati che sono nati nel 2018. Ma sale comunque a quattromila euro la soglia di reddito entro la quale i figli lavoratori rimangono a carico dei genitori. Novità anche per quanto riguarda la web tax. L’imposta sulle transazioni digitali passa dal 6% fissato al Senato al 3%. Inoltre, diversamente da quanto ipotizzato inizialmente, non viene allargata al commercio. L’entrata in vigore resta fissata per il primo gennaio 2019. Ma, secondo a delle cifre aggiornate, la stima di gettito sale a centonovanta milioni l’anno.

Infine, si allarga l’Ape Social. La Manovra 2018 ha dunque recepito l’ultima parte dell’accordo con Cisl e Uil per quanto riguarda il tema delle pensioni. Per le donne, in particolar modo, la riduzione dei requisiti contributivi si amplia da sei mesi ad un anno per ogni figlio.

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