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Manovra, bozza dell'emendamento e tempi: ecco tutte le possibili novità

La premier Giorgia Meloni

Arriva la fase più cruciale della manovra con la bozza "non bollinata" dell'emendamento: quali sono tutte le possibili novità e su quali punti c'è accordo

Manovra economica dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, bozza dell’emendamento e tempi: ecco tutte le possibili novità in arrivo con la tempistica stretta che sfocia nella giornata cruciale di domani, lunedì 19 dicembre.

Ci sono venti “voci” che dovrebbero perfezionare lo strumento economico che il governo varerà entro il 31 dicembre

Manovra, ecco tutte le possibili novità

Gli interventi dei relatori sono invece “di numero indefinito”, come ha spiegato uno di loro, l’azzurro in commissione Bilancio alla Camera Roberto Pella. Fra le novità del primo pacchetto  importanti lo slittamento di tre mesi, dal 31 gennaio al 31 marzo 2023 dello stralcio delle cartelle fino a mille euro.

Un’altra novità importante ma in bilico è la norma che introduce la soglia di 60 euro sotto la quale i commercianti possono rifiutare i pagamenti elettronici

Il dietro front sul tetto dei 60 euro per i Pos

Perché è in bilico? Potrebbe saltare dato che da Bruxelles hanno fatto intendere che potrebbe non essere in linea con il contrasto all’evasione fiscale. Spicca poi la voce per cui le multe potrebbero essere escluse dallo stralcio delle cartelle fino a mille euro fra il 2000 e il 2015 previsto dalla manovra.

C’è un emendamento preciso per il quale i Comuni possono decidere di non applicare la norma. E non è finita: misura cardine emendabile è quella della detrazione Irpef pari al 50% dell’Iva per chi acquista abitazioni in classe energetica A e B. La bozza del pacchetto ancora senza bollino esclude dagli extraprofitti le società che non hanno almeno “il 75% dei ricavi del periodo d’imposta antecedente a quello in corso al primo gennaio 2023”.

Si profila la proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2023, per Investimenti Sud, il credito d’imposta sugli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno. 

Pensioni salva calcio e “mattone green”

Da un punto di vista politico invece sarebbe stato chiuso l’accordo in maggioranza sull’aumento a 600 euro delle pensioni minime per gli over 75. E la cosiddetta norma salva calcio? Con quella sarebbe consentito il pagamento in 60 rate diluite in 5 anni dei versamenti tributari e contributivi con una mora del 3% “e con il versamento delle prime 3 rate entro 7 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge”.

Sul fronte della ripresa del mercato immobiliare c’è poi  il bonus per l’acquisto di case ‘green’. La voce finale ma forse più mainstream è quella sulla ulteriore stretta al Reddito di cittadinanza: potrebbe essere ridotto da 8 a 7 i mesi di sussidio e risparmiando circa 200 milioni.