Manovra economica 2010: tagli indiscriminati e chi paga? - Notizie.it
Manovra economica 2010: tagli indiscriminati e chi paga?
Economia

Manovra economica 2010: tagli indiscriminati e chi paga?

La manovra suscita sempre più perplessità e sottolinea l'incapacità italiana di varare vere riforme

Tagli economici
Tagli economici

La caratteristica principale della manovra economica di Giulio Tremonti, ancora in attesa della firma da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha una caratteristica intrinseca, quella dei tagli. Tagliare qui, accorciare lì, come un abile sarto alle prese con un vestito sempre fuori misura il ministro dell’Economia ha varato una manovra che non si fa scrupolo nell’utilizzare le forbici, scatenando una valanga di proteste, visto che come ogni manovra che si rispetti anche quella di Tremonti è caratterizzata da tagli indiscriminati,privi di ogni carattere selettivo.
Leggendo la manovra ci si accorge infatti che i tagli sono stati fatti per “tot%”: un tot% sui Comuni, un tot% sui Ministeri, un tot% sulle Regioni, senza tener conto di esigenze e di situazioni diverse e, in sostanza, andando a colpèire nel mucchio. E’ chiaro, quindi, come la protesta monti: da una parte ci sono le fascie più deboli che, ancora una volta, si trovano a pagare un prezzo troppo alto, dall’altra ci sono i signori dei privilegi, interessati solo a conservarli.
Eppure per dar vita ad una manovra molto più equilibrata sarebbe stato sufficiente leggere le ricerce dell’Agenzia delle Entrate, delle Università e dei Centri di Ricerca che, Regione per Regione, sono riuscite ad individuare chi spreca e chi no, offrendo, quindi le direttive, per una manovra molto più equilibrata ed attenta che, rispondendo ai principi di territorialità avrebbe potuto essere molto più equa.
Di certo una manovra che rispondesse solo a tali principi difficilmente potrebbe trovare applicazione e potrebbe metterla in campo solo un Governo “folle”.
Il motivo è molto semplice.
Stando ai dati raccolti si evince le Regioni “formiche” sono Emilia-Romagna e Lombardia, mentre quelle “cicale” Calabria e Sicilia.

Ora un Governo che volesse agire territorialmente con una manovra finanziaria, finirebbe con l’incidere solo sulle Regioni del Mezzoggiorno, il che comprometterebbe molto il suo consenso elettorale.
Ecco perchè si preferisce optare per misure restrittive spalmate su tutti, piuttosto che concentrate su pochi, perchè questo finisce con il ridurre il loro stesso impatto. Questa la tesi sostenuta in questi giorni da Angelo Panebianco, il quale ha altresì sottolineato gli due aspetti che frenano l’effettiva razzionalizzazione delle spese e che risidono principalmente nella paura di perdere il consenso elettorale del Meridione. Nel frattempo i giornali inglesi sottolineano come la questione meridionale stia assumendo dei contorni preoccupanti, al punto da definire il Sud la Grecia d’Italia.

© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche