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Manovra, Juncker “Rigidi con l’Italia o fine dell’euro”

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Il ministro Tria: "Sarà una sua idea". Salvini: "Basta insulti dall'Europa, l'Italia è un Paese sovrano".

Juncker contro la manovra italiana
Juncker contro la manovra italiana

A Bruxelles, Giovanni Tria ha cercato di rassicurare l’Eurogruppo sulla manovra economica approvata dal Consiglio dei ministri. “Il rapporto debito/Pil scenderà” nel 2019, ha dichiarato. Ma non è riuscito a convincere il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis: “Aspettiamo la bozza di legge di stabilità, ma a una prima vista [i piani italiani] non sembrano compatibili con le regole del Patto”. “Ci sono regole e sono uguali per tutti”, ha ribadito Bruno Le Maire, ministro dell’Economia francese. Per il commissario agli affari economici Pierre Moscovici il deficit al 2,4% è “una deviazione molto, molto significativa rispetto agli impegni presi”. Ancora più duro il presidente della Commissione Ue, Jean-Claud Juncker: “Se l’Italia vuole un trattamento particolare, supplementare, questo vorrebbe dire la fine dell’euro“.

L’Italia come la Grecia

Junker ha specificato che con Roma “bisogna essere molto rigidi”.

In una dichiarazione rilasciata a Le Figaro e al New York Times, il presidente ha paragonato la situazione italiana a quella della Grecia. “L’Italia si allontana dagli obiettivi di bilancio che abbiamo approvato insieme a livello europeo. Non vorrei che dopo aver superato la crisi greca ricadessimo nella stessa crisi con l’Italia. Una sola crisi del genere è sufficiente”.

Non ci sarà nessuna fine dell’euro“, ha replicato Tria. “Io non ho parlato con Juncker, ho parlato con Moscovici e Dombrovskis. Sarà un’idea di Juncker”. Il 2,4%, ha continuato il ministro, “è un numero che non corrisponde esattamente ad alcune regole europee ma fa parte della normale dinamica europea, è sempre accaduto a molti Paesi nel corso degli ultimi decenni. Se andate a vedere il numero di Paesi che sono in regola con tutte le regole europee sono pochissimi.

Non significa che non bisogna cercare di rispettarle ma ci sono delle situazioni economiche in cui bisogna fare delle valutazioni”.

Salvini “Basta insulti”

“In Italia nessuno si beve le minacce di Juncker, che ora associa il nostro Paese alla Grecia”, ha assicurato Matteo Salvini. “Vogliamo lavorare per rispondere ai bisogni dei nostri cittadini. I diritti al lavoro, alla sicurezza e alla salute sono priorità del governo e andremo fino in fondo. Alla faccia di chi rimpiange l’Italia impaurita, quella con le aziende e il futuro in svendita. Non ci fermeranno. Basta minacce e insulti dall’Europa. L’Italia è un paese sovrano“.

Di Maio “Moscovici allarma i mercati”

Duro l’attacco del vicepremier Luigi Di Maio contro Pierre Moscovici: “Si è svegliato e ha pensato bene di fare una dichiarazione contro l’Italia, contro il Def italiano e creare tensione sui mercati.

Per fortuna la Borsa sta per chiudere. Da domani continueremo a spiegare che il 2,4% non è una misura molto lontana da quella che facevano altri. Solo che se lo fa la Lega e il M5s non va bene”. “A qualcuno non andava bene che lo spread non si fosse impennato”, ha dichiarato il leader pentastellato, nonostante il differenziale abbia raggiunto i 282 punti.

Non ha senso“, ha risposto Moscovici. “Il mio ruolo come commissario è fare in modo che le regole siano rispettate da tutti. Quello che può creare turbolenze non sono le mie parole, ma quello a cui reagisco. Se l’unico modo per evitare turbolenze di mercato è quello di dire che le regole sono sbagliate, allora non avrebbe alcun senso.

Evitiamo le escalation”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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