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Manovra, l’attacco di Calenda in Senato: “Ma che davvero? ‘Aridatece Mario”

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Il leader del Terzo Polo, Carlo Calenda, ha criticato la manovra di Bilancio in Senato e ha invocato nuovamente il ritorno di Draghi.

La manovra è stata ufficialmente approvata in Senato nella mattinata di giovedì 29 dicembre eppure le polemiche sulla Legge di Bilancio e sull’incapacità politica del Governo Meloni non si placano: ne è un esempio l’intervento del leader di Azione, Carlo Calenda.

Il senatore, tuttavia, non si è limitato a criticare la misura ma ha anche chiesto a gran voce – ancora una volta, per l’ennesima volta – il ritorno dell’ex premier Mario Draghi.

Manovra, l’attacco di Calenda in Senato: “Ma che davvero?”

Sembra un disco rotto ormai Carlo Calenda, che proprio non riesce ad accettare la fine della breve era politica che ha visto Mario Draghi svolgere un ruolo di primo piano come presidente del Consiglio.

Lo dimostra l’intervento pronunciato contro la manovra, approvata nella mattinata di giovedì 29 dicembre in Senato, durante il quale il leader del Terzo Polo si è duramente scagliato contro l’operato dell’esecutivo di centrodestra.

“La prima cosa che mi viene in mente commentando questa legge di Bilancio è: ma che davvero?”, ha ironizzato Calenda. “Dopo 10 anni di programmi rivoluzionari, inni a Trump, Bolsonaro, Johnson, Orban e Putin, richieste di uscite dall’euro, blocchi navali, lotte titaniche contro il mainstream e i poteri forti avete prodotto una cosina così grigia e inutile?”, ha incalzato.

La nostalgia per il Governo Draghi

L’intervento di Calenda, poi, è andato avanti osservando: “Alla prima prova seria di governo il vostro esecutivo ha fallito. Non ha rispettato le promesse elettorali, non ha affrontato nessun problema strutturale, non ha cambiato quanto fatto dal governo Draghi, che pure avete fatto cadere, sull’energia, non è neppure stato in grado di gestire decorosamente il processo di presentazione e approvazione della manovra”.

Il leader del Terzo Polo, infine, ha concluso il suo discorso rivolgendosi direttamente a Silvio Berlusconi e a Matteo Salvini, ai quali ha imputato la responsabilità della caduta del Governo Draghi.

“Avete mandato via con arroganza e supponenza Mario Draghi a ridosso della sessione di bilancio per fare questo scempio? Mi verrebbe da dire, nel dialetto che mi accomuna alla presidente Meloni, ‘Aridatece Mario’”.