Marcegaglia: "Per far ripartire il Paese si possono fare tante cose anche senza cambiare l'art. 41" - Notizie.it
Marcegaglia: "Per far ripartire il Paese si possono fare tante cose anche senza cambiare l'art. 41"
Economia

Marcegaglia: "Per far ripartire il Paese si possono fare tante cose anche senza cambiare l'art. 41"

Il governo, nei giorni scorsi, aveva annunciato a grandi lettere di voler modificare l’articolo 41 della Costituzione, quello sulla libertà di iniziativa economica, dichiarazione che non ha entusiasmato particolarmente il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, perchè non la considera una questione prioritaria.
Il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, ha giustificato l’idea della variazione dell’articolo costituzionale in materia economica, con motivazioni che avrebbero dovuto suscitare larghi consensi.
L’intervento governativo sulla modifica dovrebbe riguardare l’ultimo comma, laddove dice che: «La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali».
L’accusa che la maggioranza muove verso questo comma e data dalla dicitura a “fini sociali”, infatti il governo afferma che l’articolo risente ancora di quel clima politico del secondo dopoguerra, condizionato da una cultura cattolico-progressista e da quella social-comunista, entrambe tendenzialmente punitive nei riguardi dell’impresa. Dimenticando ampiamente che questo articolo fu fortemente voluto da Alcide de Gasperi, da Ivano Bonomi e da altri illustri cattolici presenti nel panorama politico dell’epoca, che va dal 1945 ai primi anni ‘60.
Il governo afferma che il modello politico ispiratore è quello legato al vecchio leader della Democrazia Cristiana, che contribuì fortemente alla realizzazione industriale, sociale del paese nel secondo dopoguerra, senza mai sottrarsi alla difesa sociale dei lavoratori.
L’iniziativa del governo nasce da una precisa volontà di creare quei sostegni nel mondo imprenditoriale che da almeno tre anni deve lottare gli effetti della recessione a livello globale, recessione che non si è trasformata in depressione grazie alla domanda di beni proveniente da Paesi come l’India e la Cina.
Il mondo imprenditoriale sta pagando una grossa difficoltà ad uscire fuori dalla crisi, rimanendo fortemente deluso quando denota che negli ultimi mesi la maggioranza di Governo è sempre più preoccupata ad evitare grane giudiziarie al Presidente del Consiglio.
«Per far ripartire il Paese – ha così affermato il capo degli industriali – si possono fare tante cose anche senza cambiare l’art.

41 della Costituzione. Non possiamo continuare a crescere di appena l’1,1% annuo, perché il sistema delle imprese italiane rischia di stare fuori dalla competitività e non risponde più al mercato globale. E’ un problema, sul quale tutti, politica, imprese e sindacati, si devono concentrare. Senza fare demagogia e quindi senza aumentare la spesa pubblica ».
Inoltre ha rimarcato ampiamente che la questione primaria è la riforma fiscale, e considera totalmente assurdo che in Italia non si riesca a farla, soprattutto che se ne parli da troppo tempo senza mai arrivare a realizzarla fattivamente.
Oggi solo le imprese e i lavoratori pagano le tasse, con un 68% di pressione fiscale complessiva che va abbassata. La Marcegaglia ha messo le mani avanti per dire che certamente si deve combattere l’evasione fiscale, tutti sanno dove si trova. La proposta di Confindustria è quindi quella di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie e di ridurre quella su imprese e sul lavoro dipendente, abbassando l’IRAP.

No deciso alla patrimoniale ma si potrebbe ritoccare l’IVA, alzandola di qualche punto. In tal modo, abbassando la tassazione sui redditi bassi, i consumi potrebbero ripartire, considerato e visto che i recentissimi dati Istat fanno un quadro economico del nostro paese completamente stagnante.
Quanto alla linea di Marchionne in Fiat che prevede il passaggio dal contratto nazionale al contratto aziendale, Marcegaglia ha precisato che nessuna impresa ha seguito finora la strada del Lingotto, ma quella comunque rappresenta una svolta che, prima o poi, tutti saranno costretti ad adottare per poter restare sul mercato.

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