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Marcell Jacobs: “Ius soli? Non mi interessa la politica, non sono preparato, non voglio essere usato”

"La politica non mi interessa. Voglio essere un simbolo per quello che faccio in pista". A dirlo è il campione olimpico Marcell Jacobs.

Marcell Jacobs Ius soli

È diventato un simbolo per l’Italia intera, che grazie a lui (e molti altri campioni che si sono fatti conoscere a Tokyo 2020) è tornata a sognare. Marcell Jacobs, dopo aver vinto due medaglie d’oro alle ultime Olimpiadi, parla dello ius soli.

“Non mi interessa la politica, io faccio l’atleta”, ha sottolineato.

Marcell Jacobs parla dello ius soli

In un’intervista al quotidiano Il Foglio, Marcell Jacobs ha dichiarato: Voglio essere giudicato in pista, non seguo la politica. Lo ius soli? Non mi interessa, non sono preparato, non voglio essere usato“.

A riportare l’attenzione sul tema dello ius soli sportivo è stato il presidente del Coni Giovanni Malagò, che in conferenza stampa aveva detto: “La nostra proposta è quella di anticipare l’iter burocratico per lo ius soli sportivo, che oggi è infernale, un girone dantesco.

Abbiamo reso felice un Paese. La responsabilità era grande”. Quindi aveva fatto sapere: “Ci sono decine di pratiche che giacciono sui tavoli. È vero che a 18 anni puoi fare quello che vuoi, ma se aspetti il momento per fare la pratica hai perso una persona. A volte ci sono tre anni di gestazione e nel frattempo, se l’atleta non ha potuto vestire la maglia azzurra, o smette o va nel suo Paese di origine o ancora peggio arriva qualche altro Paese che studia la pratica e in un minuto gli dà cittadinanza e soldi”.

Nell’intervista rilasciata a Il Foglio Jacobs è stato interpellato sull’argomento, ma lui con un’onestà che gli fa onore ha subito precisato: “Non mi interessa, non sono preparato. Sono ignorante in materia e francamente questa roba mi interessa il giusto. Non ho letto nulla su questo argomento. Direi cose per accontentare o scontentare qualcuno. Faccio l’atleta. Voglio essere un simbolo per quello che faccio in pista.

Marcell Jacobs, dallo ius soli alle accuse della stampa estera

I più invidiosi (e meno sportivi) sembra non abbiano facilmente accettato la vittoria di Marcell Jacobs, che non affronta l’argomento “ius soli”, ma non tarda a rispondere alla accuse ricevute.

Dopo la medaglia d’oro nei 100 metri piani alle Olimpiadi di Tokyo 2020, dalla stampa estera sono arrivate velate accuse nei confronti del campione azzurro nato a El Paso nel 1994, ma tornato sulla sponda bresciana del lago di Garda quando era ancora un bambino, dopo la separazione dei suoi genitori.

I media americani parlavano dell’uso di sostanze dopanti e di scarpe in grado di favorire la performance sportiva. Ma Jacobs ribatte: “Io sono contento, sono tranquillo e sereno. La pressione non mi spaventa”.

Marcell Jacobs, dallo ius soli al “no” alle Olimpiadi a Roma

Marcell Jacobs ha commentato anche il “no” di Virginia Raggi all’idea di ospitare nel 2024 le Olimpiadi a Roma.

Un vero peccato. Dopo un’Olimpiade così sarebbe stato il top disputare la prossima a Roma. Mi è dispiaciuto. Tuttavia, siamo carichissimi per Parigi. Ma so, e ho visto, che dietro a questo evento c’è una grande organizzazione, ha detto l’atleta.

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