Marco Giallini: "Non ho mai superato la morte di mia moglie" | Notizie.it
Marco Giallini: “Non ho mai superato la morte di mia moglie”
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Marco Giallini: “Non ho mai superato la morte di mia moglie”

L'attore

L’attore Marco Giallini si racconta, parlando a cuore aperto anche del dramma della scomparsa della moglie Loredana, madre dei suoi due figli.

L’attore Marco Giallini, 55 anni, protagonista di numerose commedie all’italiana – come predisse il grande regista Ettore Scola, quando lui era agli esordi -, ha alle spalle un dramma che non riesce a superare: la morte della moglie Loredana, avvenuta nel 2011, dopo trent’anni felici insieme.

Ha raccontato lo strazio suo e dei suoi figli al settimanale Vanity Fair, in vista dell’uscita del suo nuovo film – ne ha girati una quarantina – “Io sono tempesta” di Daniele Lucchetti.

Le parole dell’attore

Loredana è scomparsa a causa di un’emorragia cerebrale nell’estate del 2011, mentre era in procinto di partire per le vacanze con i loro bambini, Rocco e Diego, oggi rispettivamente di 20 e 14 anni, e Marco Giallini racconta che “se n’è andata dalla mattina al pomeriggio”, senza che lui potesse almeno salutarla. Un’esperienza terribile che, oggi confessa l’artista, nè lui nè i figli avuti con la donna della sua vita hanno mai metabolizzato o della quale abbiano più parlato.

L’attore ha affermato di non essere mai andato al cimitero con i ragazzi e anzi, di esserci andato da solo appena due volte in sette anni: vedere la tomba della moglie gli fa ancora troppo male.

A casa ci sono le fotografie di e con Loredana, ma Marco non le guarda mai: in ogni caso “Lei è ovunque”, dice il marito, ricordando anche una vacanza che avevano fatto insieme a Barcellona, città che lui, dopo quel dramma, non visiterà “più”.

Marco Giallini

Il personaggio

Figlio di operai, Marco Giallini ha esordito “tardi” nel mondo del cinema: a 22 anni si è iscritto alla Scuola di Arte Drammatica “La Scaletta” a Roma, poi per diversi anni ha lavorato in teatro con registi come Arnoldo Foà e Ennio Coltorti, approdando al cinema come comparsa nel film “Grandi magazzini” di Castellano e Pipolo nel 1986.

Marco Giallini

In precedenza aveva fatto un po’ di tutto: scaricatore, magazziniere, imbianchino, addetto alle consegne, poi, essendo stato sempre appassionato di cinema, ha deciso di svoltare.

Durante la sua carriera ha recitato in celebri pellicole come “Non ti muovere” di Sergio Castellitto (2004), tratto dall’omonimo romanzo della moglie di quest’ultimo, Margaret Mazzantini, “Io, loro e Lara” di Carlo Verdone (2009), “Posti in piedi in paradiso” (2012), sempre con la regia di Verdone e “Tutta colpa di Freud” di Paolo Genovese (2014), regista per cui reciterà anche due anni più tardi in “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese. Per la televisione è famoso per aver partecipato a numerose serie TV, da ultima “Rocco Schiavone” (2016).

I premi

Marco Giallini ammette di essere stato sempre ambizioso e sicuro di farcela nella vita. Nella sua tentennale carriera cinematografica ha ottenuto pure diversi riconoscimenti: è stato candidato per sei volte rispettivamente ai David di Donatello e ai Nastri d’argento, di cui ne ha vinti tre: per ACAB (2012, diretto da Stefano Sollima), “Tutta colpa di Freud” (2014) e “Perfetti sconosciuti”.

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