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Marea nera, continua la mobilitazione on line

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A oltre un mese dal disastro ambientale che ha colpito il nord Sardegna non si ferma la mobilitazione dei cittadini riuniti in comitati popolari. Su internet continua la protesta per la marea nera causata dall’incidente nella banchina E.On a Porto Torres che ha provocato la fuoriuscita in mare di migliaia di litri di olio combustibile. Venerdì prossimo, 18 febbraio, avrà luogo l’iniziativa “E-Off: spegni la luce, accendi i riflettori sul golfo dell’Asinara”, tutte luci dovranno spegnersi per non dimenticare e non abbassare la guardia.

L’iniziativa “E-Off: spegni la luce, accendi i riflettori sul golfo dell’Asinara” di venerdì prossimo 18 febbraio nasce spontaneamente su Facebook dai gruppi “Disastro ambientale a Porto Torres e Platamona: vogliamo risposte!”, “Tuteliamo il golfo dell’Asinara”, “Disastro ambientale in Sardegna” e “Gruppo d’intervento disastro ambientale Porto Torres”. I promotori invitano a spegnere la luce dalle ore 20 per una decina di minuti circa, un gesto che come viene dichiarato sul noto social network dagli organizzatori simboleggia “l’ombra calata sulla nostra splendida terra e che vuole essere un modo per accendere l’attenzione di tutti sull’accaduto”.

Viene inoltre chiesto alla multinazionale E.On di avviare un’accurata bonifica e più trasparenza, in particolare la pubblicazione del budget per la manutenzione degli impianti sardi nei prossimi cinque anni e la pubblicazione sul sito internet dell’azienda di un report specifico sull’accaduto. Un appello rivolto anche agli enti locali, alla Regione e al governo affinche’ venga dichiarato lo stato d’emergenza ambientale.
Domenica prossima, 20 febbraio, è invece previsto a Porto Torres, un sit-in del neo comitato “Tuteliamo il golfo dell’Asinara”: appuntamento alle 10.30 davanti alla centrale E.On a Fiume Santo.

LA SITUAZIONE ATTUALE. Ad oggi si stima che nel litorale del nord Sardegna compreso fra Stintino e la Gallura siano stati riversati circa 50.000 litri di olio combustibile.

La marea nera ha raggiunto prima le coste fra Porto Torres e Sorso, in seguito ha raggiunto anche Stintino (inquinando in parte la spiaggia della Pelosa) e si è spinta fino a Santa Teresa di Gallura. Le palle di catrame sono state rimosse dalle spiagge di Platamona e di Stintino, tuttavia sono stati portati via anche quintali di sabbia in queste spiagge già a rischio erosione. La situazione è ancora più grave per gli scogli, macchiati dall’olio combustibile, per i quali sarebbe necessario mettere in campo squadre specializzate nelle pulizia di rocce e sassi. Un tale lavoro dovrebbe essere svolto prima che arrivi il caldo e la bella stagione perchè ad alte temperature l’olio combustibile potrebbe sciogliersi di nuovo e finire in mare.


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