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Mario Cipollini, arriva la condanna: 3 anni di carcere per le percosse alla ex moglie

Mario Cipollini condanna

Il Tribunale di Lucca ha sancito la condanna per Mario Cipollini: gli spettano 3 anni di carcere per i maltrattamenti alla ex moglie.

Arriva la sentenza destinata a Mario Cipollini, ex campione mondiale di ciclismo.

A deciderlo, il Tribunale di Lucca che determina 3 anni di reclusione a causa delle percosse e delle minacce di morte che avrebbe rivolto alla sua ex moglie.

Mario Cipollini, arriva la condanna, 3 anni di carcere per le percosse alla ex moglie: il caso

La sentenza del Tribunale non è leggera per Mario Cipollini, accusato da Sabrina Landucci – sua ex moglie – di una serie di maltrattamenti subiti. Il caso scoppiò nel 2017, attraverso la denuncia da parte della donna.

Adesso, l’aggravante che si è aggiunta riguarda le intimidazioni destinate al nuovo compagno della Landucci, l’ex calciatore Silvio Giusti.

Tra le accuse, si evincono “atti lesivi di integrità fisica, pugni schiaffi, calci e minacce di morte”. Sono stati questi i punti nevralgici della querela che ha portato Cipollini in Tribunale. Accuse che sono sempre state negate da parte sua, smentendo tutto nella scorsa udienza del 22 marzo. 

La sentenza del Tribunale di Lucca 

Oggi, dopo 5 anni, arriva il verdetto che vede protagonista Mario Cipollini. Oltre alla pena detentiva stabilta, di 3 anni, c’è anche un doppio risarcimento a suo carico. L’ex campione dovrà infatti versare un indennizzo di 80mila euro alla ex consorte e di 5mila a Giusti, il suo compagno.

La difesa di Cipollini, di cui si sono occupati Giuseppe Napoleone e Massimo Martini, non ha potuto evitare la sentenza.

Tutto ebbe inizio nel periodo tra il 2016 e il 2017, quando Cipollini fu accusato tramite l’esposto ufficiale dalla ex moglie: oltre alle varie accuse, sembra che l’uomo avesse puntato una pistola contro la Landucci.

Il pm, Letizia Cai, aveva espresso la sua requisitoria il 22 giugno scorso. Si parlava di un’ipotesi di reclusione da suddividere in 2 anni per lesioni e maltrattamenti, più 6 mesi per le minacce rivolte a Giusti.

Per il pubblico ministero, al termine dell’udienza, si è trattato di un percorso complicato.