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Mascherina al chiuso, cosa succede dal 1º maggio?

L'addio totale alla mascherina al chiuso dopo la fine di aprile è tutt'altro che scontato anche alla luce dell'incremento dei contagi di Omicron

mascherina al chiuso

L’obbligo di usare la mascherina nei luoghi chiusi finirà il 30 aprile. Cosa accade dopo? C’è sul tavolo un piano del governo ? Esiste la possibilità di una proroga alla luce dell’aumento dei contagi covid? Cerchiamo di fare chiarezza

La scadenza dell’obbligo della mascherina al chiuso

La misura che impone l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi è in scadenza il prossimo 30 aprile. Ma cosa accadrà dopo 1º maggio? Il il ministro alla Salute Roberto Speranza ha affermato in precedenza che la valutazione sull’eventuale proroga di un obbligo, almeno in determinati luoghi, dipende dall’andamento della pandemia. Ma con l’aumento dei contagi l’addio totale è tutt’altro che scontato. In base a varie indiscrezioni di stampa trapelate finora, mella compagine governativa c’è chi vuole dare un segno di definitivo ritorno alla normalità e chi preferirebbe mantenere i dispositivi di sicurezza al chiuso.

Probabilmente si arriverà a una soluzione “di mezzo“, ossia a una proroga della mascherina al chiuso solo in determinati contesti.

L’incontro di oggi con le parti sociali

La decisione dovrebbe arrivare dopo Pasqua, indicativamente entro il 20 aprile. Intanto oggi si svolge un tavolo tra ministri del Lavoro e della Salute e le parti sociali per discutere dei lavoratori e, secondo La Repubblica ” Si arriverà alla conclusione che chi svolge la propria attività in esercizi aperti al pubblico dovrà indossare la mascherina anche dopo il 30 aprile.

La regola vale per cassieri dei supermercati, commessi e anche per chi è impiegato in uffici pubblici dove si danno servizi ai cittadini. Il governo dovrà decidere se estendere l’obbligo anche ai clienti”.

Il piano del governo

Insomma per quanto riguarda l’obbligo della mascherina al chiuso al momento non esite un piano ufficiale del governo ma da quanto scrive sempre La Repubblica, “Probabilmente saranno costretti ad indossare la mascherina anche coloro che utilizzano i mezzi di trasporto pubblici, e coloro che vanno al cinema, in teatro, ai concerti”.

Magari non richiedendo obbligatoriamente l’utilizzo della Ffp2 ma quella chirurgica.

Il dibattito tra gli esperti

Anche tra gli esperti c’è un certo dibattito sull’opportunità di mantenere le mascherine al chiuso o meno. Sull’addio totale è ad esempio contrario Walter Ricciardi secondo cui “Tutti i Paesi che hanno dato scelto di togliere la mascherina al chiusohanno dovuto fare marcia indietro e ripristinarla. Ma proprio tutti: l’Austria, la Francia, la Germania”. C’è invece chi, come Andrea Crisanti auspica un cambio di paradigma riguardo le misure di contenimento del virus: ” La variante Omicron ha un indice di trasmissibilità tra 12 e 15. E poi non tutti usano questa protezione al chiuso, alcuni la portano male e altri non sempre. Le misure di contenimento servono a poco, bisogna cambiare politica e proteggere i fragili” ha affermato in un’intervista al Corriere del Veneto.

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