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Massacro a Bucha: ipotesi embargo su gas russo in Italia? La richiesta della maggioranza di Governo

In Italia, la maggioranza di Governo ha chiesto l’embargo su gas e petrolio russo, dopo aver appreso del massacro di civili avvenuto a Bucha, in Ucraina.

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In Italia, la maggioranza di Governo ha chiesto di procedere all’embargo su gas e petrolio russo, dopo aver appreso del massacro di civili avvenuto a Bucha, in Ucraina.

Massacro a Bucha: ipotesi embargo su gas russo in Italia?

In seguito alla diffusione delle immagini del massacro di Bucha, il mondo della politica italiana ha fatto sentire il proprio sdegno e la propria incredulità rispetto alle azioni perpetrate dalle truppe russe ai danni dei civili ucraini.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, infatti, ha commentato i video e le foto dei cadaveri dei civili giustiziati dai russi e abbandonati in strada a Bucha descrivendo le immagini come “spaventose e insopportabili”. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha invece sollecitato l’intervento delle organizzazioni internazionali affinché accedano alle aree che hanno subito l’assedio russo “per documentare gli orrori in modo indipendente e accertare le atrocità di cui le autorità russe dovranno rendere conto”.

Il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, poi, ha scritto un tweet invocando il passaggio a un “embargo completo su petrolio e gas dalla Russia” in Italia.

La richiesta di Letta è stata prontamente supportata dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha dichiarato: “I fatti di Bucha, i civili morti per strada, i civili inermi colpiti dall’esercito russo, stanno scatenando un’onda d’indignazione che porteranno a nuove sanzioni.

Non escludiamo che nelle prossime ore ci possa essere un dibattito sullo stop all’import del gas russo”.

Il Governo italiano, quindi, alla luce dei fatti di Bucha e delle richieste dei politici, sta valutando con attenzione e serietà l’ipotesi di procedere a una totale chiusura dei rapporti economici intrattenuti con Mosca in materia di forniture energetiche.

La richiesta della maggioranza di Governo dopo i fatti di Bucha

Lo stop all’import di gas e petrolio dalla Russia già sollecitato da Letta e Di Maio è stato supportato dalla maggior parte degli esponenti politici che compongono il Parlamento italiano: da Pier Ferdinando Casini a Stefano Fassina.

A proposito dell’embargo sul gas russo in Italia, il segretario di più Europa, Benedetto Della Vedova, ha dichiarato: “Bucha è un richiamo all’Europa e a tutti noi su cosa stiamo finanziando ogni giorno acquistando il gas russo. Sospendere l’acquisto di gas russo fino al cessate il fuoco sarebbe doveroso ed umano. Sarebbe nell’interesse dell’Europa che vuole costruire un futuro di libertà e democrazia e quindi di pace. Proviamo e cercare insieme, in Europa, un modo ragionevole per farlo”.

Carlo Calenda, leader di Azione, nel rivolgersi in modo diretto al segretario del PD Enrico Letta, ha commentato: “Belle queste dichiarazioni Enrico. Ma hai anche un piano per sostituirlo immediatamente? Perché fino a un mese fa eri contrario ad ogni investimento su gas e non ti ho sentito dir nulla sull’uso del carbone. È tempo di fare proposte serie – e ha aggiunto –. I russi sono colpevoli di crimini di guerra contro la popolazione civile. Dobbiamo anche tenere i nervi saldi. Dobbiamo aumentare la pressione sulla Russia, non far scoppiare un conflitto mondiale”.

Italia Viva, al pari del presidente della Camera Roberto Fico, ha rimarcato la necessità di indagare sui crimini di guerra commessi dal Cremlino in Ucraina: “L’orrore di Bucha, e anche in altre città come Irpin, ha un solo nome: crimini di guerra. Non è una ritirata, è un massacro. I corpi dei civili lungo le strade, le notizie di stupri come arma di guerra. Ha ragione Ursula von der Layen, è urgente un’indagine indipendente“.

Il leader di IV, Matteo Renzi, ha anche paragonato le immagini di Bucha a quelle che hanno accompagnato il secondo conflitto mondiale scoppiato alla metà del Novecento: “Siamo la generazione cresciuta con la vergogna del massacro di Srebrenica. Pensavamo ‘Mai più’. Oggi invece vediamo immagini atroci. Sparare sui civili non è guerra: è un crimine di guerra“.

Della medesima opinione, il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, per il quale le immagini del massacro di Bucha fatto tornare in vita “gli incubi del Novecento in Europa. Questa tragedia va fermata immediatamente”.

Per Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, “lasciano senza fiato le immagini dei civili giustiziati per le strade e delle fosse comuni, che arrivano da Bucha dopo il ritiro delle truppe d’invasione di Putin. Una barbarie che riemerge dalle epoche più buie della storia europea e che speravamo di non rivedere mai più. Va fatto ogni sforzo per la pace e per fermare l’aggressione all’Ucraina”.

In silenzio, invece, il segretario della Lega, Matteo Salvini.

Palazzo Chigi: sintonia con Bruxelles e prudenza sull’embargo su gas russo

Il fermento che ha travolto il mondo della politica italiana dopo la diffusione delle immagini del massacro di Bucha si traduce, dunque, in due richieste sostanziali: embargo su petrolio e gas russi e indagini indipendenti sui crimini di guerra commessi da Mosca in Ucraina.

Per quanto riguarda il blocco dell’import di gas e petrolio dalla Russia, al momento Palazzo Chigi ha asserito di essere pronto a lavorare sulla misura ma continuerà a seguire una linea politica sviluppata all’insegna della prudenza. Il premier Mario Draghi, infatti, continua a essere determinato a procedere in sintonia con Bruxelles che sta valutando come risolvere il problema di un ipotetico – e ormai quasi inevitabile – stop delle forniture e, intanto, si sta attivando per infliggere nuove pesanti sanzioni contro Mosca.

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