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Massacro della Columbine: storia della strage 19 anni dopo

massacro columbine

A scuola bisognerebbe essere al sicuro, il 20 aprile del 1999 non è stato così.

Il massacro della Columbine High School è stato un evento terrificante che si è svolto il 20 aprile 1999.

La strage ha coinvolto l’ambito scolastico ed è la più sconvolgente della storia. La scuola in questione era un istituto superiore del distretto di Columbine, vicino a Denver in Colorado. Il massacro è stato commesso da due studenti della Columbine High School, Eric Harris e Dylan Klebold. I due entrarono nell’edificio armati e aprirono il fuoco su numerosi compagni di scuola e insegnanti.

Massacro Columbine, la storia

In questo evento rimasero uccisi 12 studenti e 1 insegnante.

Altre 24 persone furono invece ferite. I due autori del massacro, dopo aver ucciso i propri compagni si tolsero la vita sparandosi a loro volta. La vicenda si consumò principalmente all’interno della biblioteca della scuola dove rimase uccisa la maggior parte della gente. Dopo questo terribile gesto si scatenò un acceso dibattito che coinvolse tutti gli Stati Uniti a proposito della legislazione statunitense riguardo la facile reperibilità delle armi da fuoco.

Lo stesso episodio fece anche luce sui problemi legati alla sicurezza scolastica, alle diseguaglianze sociali e all’uso di anti-depressivi da parte dei giovanissimi.

Gli albori

Ci furono degli eventi, nel 1996, che potevano in qualche modo anticipare le sorti della strage. In quell’anno Eric Harris aprì un suo sito web sul quale condivideva barzellette e pensieri sui suoi genitori, la scuola e gli amici. Verso la fine del 1996, sul sito cominciarono ad apparire contenuti piuttosto strani.

Tra gli argomenti insoliti ci furono istruzioni su come fabbricare esplosivi. All’inizio del 1997 gli argomenti cominciarono a degenerare e dalla lettura dei contenuti si poteva notare la crescente rabbia che lo stesso Harris provava nei confronti della società.

Fino alla fine del 1997 questo sito rimase pressochè sconosciuto a tutti finchè l’investigatore Michael Guerra della contea di Jefferson fu informato della sua esistenza a causa di una denuncia da parte dei genitori di Brooks Brown, un vecchio amico di Harris.

Harris sul sito scriveva minacce di morte nei suoi confronti che fecero spaventare i genitori. L’investigatore Guerra cominciò ad indagare e scoprì che il sito conteneva minacce a studenti e insegnanti della Columbine High School. Harris non si era risparmiato di scrivere il suo odio verso la società e il suo desiderio di uccidere chiunque lo infastidisse.

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Il giorno del massacro

Il massacro della Columbine nasce dopo tutte queste premesse, che fanno emergere il disagio estremo in cui vivevano Harris e l’inseparabile amico Dylan. I due ragazzi, mesi prima del massacro, cominciarono a girare dei video molto violenti in cui simulavano massacri e sparatorie. Parlavano in modo molto violento e spaventoso. Decisero dunque di studiare un piano diabolico per sfogare la propria repressione.

Gli eventi

Il 20 aprile del 1999 Eric Harris e Dylan Klebold arrivano alle 11.10 presso la Columbine High School. I due sono in automobili separate. Poco prima di giungere alla Columbine i ragazzi avevano posizionato, in un campo poco distante dalla scuola, una bomba che sarebbe dovuta esplodere alle 11:14. Questa doveva servire come diversivo per il personale di sicurezza. L’ordigno però, essendo artigianalmente costruito dai due, non esplose come previsto. Causò soltanto un piccolo incendio che venne subito spento dai pompieri. I due folli psicopatici si preoccuparono di armare due bombe al propano da 9 kg che successivamente posizionarono all’interno della mensa scolastica. Queste due bombe avevano la potenzialità di far esplodere l’intera mensa.

Il loro piano era quello di far esplodere le due bombe e aspettare gli studenti in fuga fuori dalla scuola per poi sparagli mentre scappavano. Fortunatamente anche queste due bombe non esplosero ma i due invece che abbandonare la missione suicida cambiarono le carte in tavola. Alle 11:27 gli studenti cominciarono a sentire degli strani rumori che parevano dei petardi. Nessuno prese sul serio quei rumori perchè credevano fosse uno scherzo. Non sapevano ancora che in realtà provenivano dalle armi di Harris e Dylan. Poco dopo tutti si resero conto della tragica situazione in cui si trovavano. Tutti allora cominciano a nascondersi sotto i tavoli, invano.

La sparatoria

I folli, dopo aver ucciso e ferito alcuni studenti fuori dall’edificio si introdussero all’interno della biblioteca. Erano le 11:29. L’insegnante, dalla paura, non riuscì a bloccare la porta d’ingresso della biblioteca perché i due erano troppo vicini. Una volta entrati Harris e Dylan chiedono ai poveri studenti di alzarsi. Tutti i 52 studenti presenti piangono, pregano, implorano e si disperano per la tragica situazione. I due assassini, alquanto divertiti dalla situazione (così raccontano i testimoni sopravvissuti) cominciano a sparare e a insultare gli studenti. Il primo a morire all’interno della biblioteca fu un ragazzo disabile che non sapeva dove nascondersi, Kyle Velasquez. L’operatrice del 991 che era ancora in linea con l’insegnante sente tutto. In totale vengono uccisi 10 ragazzi mentre altri 12 rimangono feriti. Gli assassini si allontanarono dalla biblioteca, vagarono senza meta per svariati minuti all’interno della scuola per poi ritornare in biblioteca dove si suicidarono. Uno con un colpo alla tempia e l’altro con un colpo in bocca.

Le motivazioni

Le ipotesi di quel gesto sono molte. Si pensa che i due ragazzi reagirono in quel modo perchè depressi, frustrati e considerati da altri studenti degli sfigati. Erano degli emarginati e spesso venivano di mira. Poco tempo prima dello stesso massacro, erano stati bullizzati da un gruppo di sportivi che li umiliarono chiamandoli “froci”. La motivazione più plausibile che spinse i due ragazzi a commettere un gesto tanto atroce fu,probabilmente, la loro frustrazione data dal bullismo di cui erano vittime.