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Matteo Bassetti racconta l’aggressione: “Mi urlava ‘I vaccini fatteli tu, ti ammazzo'”

L'infettivologo Matteo Bassetti ha spiegato com'è avvenuta l'aggressione subita da parte di un no vax: si tratta della settantesima denuncia presentata.

Matteo Bassetti racconta l'aggressione 

Il direttore del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti ha raccontato i dettagli dell’aggressione subita sotto casa da parte di un no vax che ha minacciato di morte lui e la sua famiglia.

Matteo Bassetti racconta l’aggressione

Intervistato dal Corriere della Sera, l’infettivologo ha spiegato che era appena rientrato in Liguria con la moglie e i figli da una breve vacanza in Sardegna quando è uscito di casa per andare a comprare dei sigari. A quel punto, quando stava per fare ritorno nella sua abitazione, ha incontrato una persona che lo ha riconosciuto e che ha iniziato ad insultarlo. “Mi urlava ‘I vaccini fatteli tu, ti ammazzo’“.

Bassetti non si è avvicinato a casa e ha tirato dritto come se non avesse sentito – così lo aveva istruito la Digos -, mentre lui continuava a gridare: “Girati s…“. Ha quindi subito chiamato una pattuglia di forze dell’ordine di cui ha il numero diretto, senza passare dal 112, e in tre minuti lo hanno raggiunto. Quando ha sentito le sirene, l’aggressore è scappato ma è stato subito raggiunto dagli agenti: si tratta di un uomo di 46 anni poi portato in Questura.

Ero preoccupato per la mia famiglia. Mia moglie e i miei figli erano in casa e hanno sentito le grida. Oggi il più piccolo, che ha 12 anni, è voluto andare via“, ha raccontato Bassetti.

Matteo Bassetti racconta l’aggressione: “Ho presentato 70 denunce”

Non è la prima volta che l’esperto viene minacciato e aggredito verbalmente. Egli stesso ha affermato di aver presentato settanta denunce tramite il suo avvocato da dicembre dell’anno scorso.

All’inizio i no vax lo insultavano tramite la sua pagina Facebook, poi con lettere anonime indirizzate al suo ospedale e successivamente con telefonate, sempre anonime, alla segreteria dell’ospedale e a sua moglie. Negli ultimi giorni, via Telegram, hanno anche reso pubblico il numero del suo cellulare e continua a ricevere messaggi di insulti e minacce.

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