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Mattia Piccoli, 12 anni, Alfiere della Repubblica per aver aiutato il padre malato di Alzheimer

A soli 12 anni, Mattia Piccoli è stato nominato Alfiere della Repubblica: per anni ha assistito il padre affetto da Alzheimer precoce.

Mattia Paolo Piccoli

Martedì 14 dicembre 2021 Mattia Piccoli, 12 anni, è stato nominato Alfiere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella. Il ragazzo di Concordia Sagittario (in provincia di Venezia) si è distinto per l’aiuto fornito al padre Paolo, colpito da Alzheimer precoce a soli 40 anni, nel “fare quelle cose che da solo non poteva più fare”, come spiegato dallo stesso Mattia.

Mattia Piccoli nominato Alfiere della Repubblica: con il fratello ha assistito il padre Paolo, malato di Alzheimer precoce

Fin da quando Paolo Piccoli ha iniziato ad avvertire i primi sintomi della malattia, Mattia e il fratello minore Andrea lo hanno aiutato in diverse occasioni, dal vestirsi a ricordare le cose basilari della sua vita.

“Quando lui faceva la doccia lo aiutavo gli dicevo: prima gli slip, poi i pantaloni, lo aiutavo con i lacci per le scarpe.

E il mio fratellino lo stesso, quando non potevo io c’era lui. Adesso è troppo piccolo per ricevere questo premio ma spero che un giorno lo avrà anche lui“, ha spiegato il nuovo Alfiere della Repubblica.

Questo premio lo dedico a mio papà, per me è un’emozione molto bella e credo di essermelo anche meritato, ma anche se questo premio lo hanno dato a me credo che valga per tutta la mia famiglia“, ha dichiarato Mattia Piccoli, che ha aggiunto: “Mi sento felice per il premio, ma anche un po’ triste”.

Perché nonostante sia un 12enne come molti altri, che per Natale desidera uno skateboard, un puzzle 3D, una maglia della Juventus e una bicicletta, Mattia sa di avere avuto un’infanzia più difficile della maggior parte dei suoi coetanei.

Mattia Piccoli nominato Alfiere della Repubblica: “È diventato il genitore di suo padre”

“Mattia ha conosciuto il papà quando non era ancora malato e ad un certo punto è diventato il genitore di suo padre.

Queste sono cose che non dovrebbero mai succedere. Mattia è stato bravo a cogliere i momenti di difficoltà del papà e a supportarlo“, ha raccontato la madre Michela Morutto.

“La malattia ha fatto il suo esordio dopo i 40 anni: cose che pensavo fossero stranezze di mio marito, piano piano hanno iniziato a delinearsi come demenza. I medici rifiutavano di capire questa problematica, mentre per noi a casa diventava sempre più difficile perché lui stava perdendo pezzi di sé, non si ricordava più le cose. È stato veramente faticoso anche solo avere una diagnosi”, ha spiegato Michela.

Mattia Piccoli nominato Alfiere della Repubblica: la madre chiede un aiuto concreto per le famiglie che lottano contro le malattie neurovegetative

Paolo Piccoli vive ora in una RSA, mentre la moglie Michela lavora a tempo pieno come impiegata. La pensione che percepisce Paolo non è però sufficiente a pagare la retta della struttura.

“Il premio per la mia famiglia è una cosa bella e importante. È una sferzata di ottimismo per premiare quello che ha fatto Mattia, senza dimenticare il fratello, purtroppo c’è bisogno di qualcos’altro, perché le pacche sulle spalle sono all’ordine del giorno”, ha detto Michela Morutto.

Ci vorrebbe un aiuto più concreto alle famiglie che si trovano a lottare contro le malattie neurovegetative, soprattutto nei casi di giovani precoci come mio marito, quando si deve lavorare ancora ci sono mutui da pagare e figli piccoli da mantenere. Ci sarebbe bisogno di quel ‘quid’ in più che tutt’oggi manca”, ha concluso la moglie di Paolo.

Mattia e Andrea Piccoli, insieme al padre Paolo e alla madre Michela, sono anche i protagonisti del libro Un tempo piccolo (Gemma Edizioni), che racconta la loro storia di famiglia alle prese con l’Alzheimer precoce. Anche il padre di Paolo aveva sofferto della stessa malattia in giovane età.

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