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Maturità: 30mila in Piemonte

Ultime ore di studio serrato, di caccia folle sul web alle presunte anticipazioni. Ma da dopodomani non si scherza più: inizia la maturità. La sequenza delle prove è quella classica, ma quest’anno la settimana di passione è una sola. Martedì si comincia con il tema, mercoledì la seconda prova, giovedì un po’ di relax (con la festa di San Giovanni per gli studenti di Torino) e venerdì il terzo scritto.
In tutto il Piemonte gli aspiranti maturandi erano 29.500 circa. Quasi tutti hanno saputo con largo anticipo se sono stati ammessi oppure no, perché in pressoché tutte le scuole gli scrutini che li riguardavano sono stati esentati dal blocco indetto per lunedì e martedì scorso dai sindacati di base. E circa 1.500 di loro hanno scoperto che l’appuntamento con l’esame di stato sarebbe stato da rimandare di 12 mesi.
Un numero di non ammessi in linea con quello dello scorso anno, nonostante la novità del “sei” necessario in tutte le materie per accedere alla maturità.

Perché, spiega il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco De Sanctis, “il ministero parla una quota di non ammessi in crescita di 0,6 punti percentuali, un aumento coerente con la nostra situazione. Insomma, nessuna strage, solo una variazione di poco conto”. Con o senza “sei” politico, la sostanza non è cambiata più di tanto. E il dirigente del ministero non è preoccupato neppure per l’esito degli esami di stato: “È il percorso finale di un cammino durato cinque anni. Spero che vadano bene e che i ragazzi dimostrino la loro preparazione, che di certo non manca”.
Intanto la macchina organizzativa inizia a muoversi. Le commissioni d’esame sono quasi 800, per un totale di oltre 10 mila docenti coinvolti, di cui circa un terzo di esterni.

Quanto costa tutto ciò? Il ministero dell’istruzione stanzia per ciascun gruppo di esaminatori una cifra base di 5 mila euro (che normalmente non basta a coprire tutte le indennità), quindi la spesa per il Piemonte si aggira attorno ai quattro milioni di euro. Gli studenti che “matureranno” quest’anno potranno vantarsi di un piccolo record: saranno gli ultimi a non aver fatto il “quizzone”. Ieri infatti il ministro Gelmini ha annunciato l’arrivo di un “test oggettivo di carattere internazionale, che misuri in modo obiettivo le conoscenze dei ragazzi”

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