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Mauro Tomatis riconfermato alla guida del Csi di Cuneo per il prossimo quadriennio

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Rinnovo nel segno della continuità. Mauro Tomatis, presidente uscente del Centro sportivo italiano – comitato provinciale di Cuneo – è stato riconfermato ieri, nel corso dell’Assemblea Ordinaria del Comitato svoltasi presso il seminario di Cuneo, alla guida dell’associazione per il periodo 2012-2016. Il voto è stato espresso dai rappresentati delle 148 società sportive affiliate al Csi di Cuneo, che con i suoi 10mila tesserati, rappresenta la seconda realtà a livello regionale e la quindicesima a livello nazionale per iscritti e società sportive. Nel corso della serata sono stati eletti inoltre i nuovi consiglieri, i revisori dei conti ed i membri della Commissione Giudicante che dovranno guidare l’associazione sportiva nel prossimo quadriennio.
La votazione è stata preceduta dalla relazione del presidente Mauro Tomatis nella quale è stata sottolineata quella che sarà la mission dell’associazione nel prossimo mandato: educare attraverso lo sport.

“Chi lavora nel mondo dello sport giovanile – ha esordito il presidente Mauro Tomatis – deve porsi il problema del ‘come’ esercitare il proprio ruolo in modo da realizzare compiutamente questo potenziale educativo insito nello sport. Un nuovo modo di pensare lo sport: questa è una sfida importante e che sicuramente vale la pena di affrontare”. La famiglia, la scuola, le parrocchie, le istituzioni, le società sportive: a loro si è rivolto Tomatis nel corso del suo intervento, non risparmiando critiche e avanzando proposte serie per un nuovo modo di pensare lo sport dilettantistico. Innanzitutto la famiglia: “Se vogliamo fare sport coinvolgendo il mondo giovanile dobbiamo collaborare, condividere strategie, stimolare con progetti educativi seri la famiglia e in particolar modo tutte le associazioni che ruotano in questo mondo”.

Poi la scuola: “L’educazione fisica costituisce la cenerentola delle discipline scolastiche: non deve più essere così. Lo spazio che anni fa era di quasi esclusiva per gli enti di promozione sportiva, ora è occupato da chi ha capito che questo tipo di proposta all’interno della scuola poteva diventare un businnes. In questi anni si è cercato di promuovere la nostra attività nella scuola, ma con scarsi risultati. Si può e si deve fare di più in questo senso: questa potrebbe essere la sfida del prossimo quadriennio”. Quindi il messaggio alle parrocchie: “Sono convinto che la proposta di attività sportiva in parrocchia non possa che far del bene, e che la strada intrapresa in questi anni sia giusta; è nostro dovere continuare e appoggiare con forza il progetto nazionale del Csi ‘Una società sportiva per ogni parrocchia’ ”.

Forte il messaggio rivolto alle istituzioni: “In un momento di grave crisi economica e morale si sente la mancanza di una legge quadro che dia quella dignità di esistere agli enti di promozione sportiva come il nostro; credo di non esagerare dicendo che la meritano. È un discorso di dignità, di rispetto, di esempio, di valori, di numeri, con particolare attenzione ad un effetto premiante per chi rispetta le regole e le disposizioni burocratiche, perché ancora una volta il mondo dello sport non sia visto come il mondo dei soliti furbetti”. Infine le società sportive: “Abbiamo bisogno di società sportive capaci di essere comunità educative, aperte a tutti, bravi e meno bravi, inserite nel quartiere, nelle frazioni, nel paese o nella parrocchia. La società sportiva di qualità non è quella che organizza gare perfette, che fornisce servizi sportivi efficientissimi, ma quella che diventa luogo di socializzazione e di amicizia, e in particolar modo quando riesce a fare delle sue tante attività delle autentiche esperienze di maturazione umana”.


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