McMafia, storie di malavita a fumetti
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McMafia, storie di malavita a fumetti

McMafia, storie di malavita a fumetti
McMafia, storie di malavita a fumetti

McMafia, uno sguardo inedito sulla rappresentazione della mafia nella produzione fumettistica dal 1945.

Al Museo di Roma in Trastevere fino all’8 novembre.

È stata inaugurata al Museo di Roma in Trastevere McMafia, la prima mostra-racconto dei fenomeni criminali e dell’impegno contro le mafie nella produzione fumettistica dal secondo dopoguerra ad oggi. L’esposizione evidenza come è cambiato l’immaginario sul mondo mafioso attraverso un percorso che va dalle surreali rappresentazioni del fenomeno mafioso nelle tavole di Dylan Dog alle celebri graphic novel di Becco Giallo e Round Robin Editrice sugli eroi dell’antimafia, passando per le storiche avventure dell’agente di polizia Nick Rider nella Little Italy newyorkese e per la matita di autori geniali come Gipi Biani, Mannelli, Makkox, Natangelo, Natoli, Staino, Vincino e moltissimi altri ancora.

McMafia è un prezioso lavoro di ricerca che raccoglie 90 opere originali di oltre 40 autori, distanti tra loro per provenienza e stili, con l’obiettivo di dare ai visitatori uno sguardo inedito e globale del mondo criminale e mostrare come essi siano stati raccontati nel corso degli anni, dalla narrativa pura al giornalismo d’inchiesta. “Da sempre le mafie -spiega Luca Scornaienchi, curatore della mostra e responsabile artistico del Museo del Fumetto di Cosenza- hanno ispirato la produzione di opere culturali.

È accaduto nel cinema, nella letteratura, nella musica e perfino nel fumetto. In questo senso McMafia rappresenta uno sguardo inedito, una lunga sequenza di tavole, schizzi e illustrazioni originali sulle mafie e l’antimafia nella storia della letteratura disegnata”.

In esposizione, oltre alle 90 tavole, anche una sezione dedicata agli oggetti appartenuti alle vittime di mafia Pio La Torre, Pippo Fava, Giovanni Spampinato, Lollò Cartisano, Vincenzo Grasso, Giuseppe Tizian, Francesco Borrelli, Rocco Gatto, Giuseppe Valarioti e Totò Speranza.

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