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Mediaset, Crippa: “Affermazioni deliranti di Lavrov ma è un documento che fotografa la storia”

Il direttore generale dell’informazione di Mediaset, Mario Crippa, ha commentato l’intervento del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a Zona Bianca.

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Il direttore generale dell’informazione di Mediaset, Mario Crippa, ha commentato l’intervento del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a Zona Bianca.

Mediaset, Crippa: “Affermazioni deliranti di Lavrov e falsi storici ma è un documento che fotografa la storia”

In seguito alle dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a Zona Bianca, è intervenuto il direttore generale dell’informazione di Mediaset, Mario Crippa.

A proposito delle controverse affermazioni del politico russo, infatti, Crippa ha osservato: “Le deliranti affermazioni del ministro degli esteri russo Lavrov a Zona Bianca rivestono particolare importanza perché confermano chiaramente la mancanza di volontà da parte di Putin di arrivare ad una soluzione diplomatica della guerra dei russi contro l’Ucraina.

E comunque la si pensi, oggi sappiamo qualcosa in più della Russia e di chi la governa – e ha aggiunto –. Quanto alle accuse e agli assurdi parallelismi di Lavrov su Hitler e gli ebrei, solo antisemiti viscerali possono ancora dare credito a quelle che appaiono come follie allo stato puro, oltre che a falsi storici già smentiti dai fatti. Ma Lavrov non è un passante. E il numero due della Federazione Russa.

L’intervista al ministro degli Esteri russo è un documento che fotografa la storia contemporanea. Ai critici un tanto al chilo consigliamo la visione delle programmazioni di reti, tg e speciali Mediaset sulla guerra in Ucraina. Ne trarranno facilmente la conclusione che l’azienda ha ben chiaro chi ha voluto e cominciato questo conflitto“.

“Continueremo a dare voce a tutti i protagonisti di questa grave crisi mondiale”

Il direttore genera dell’informazione di Mediaset, inoltre, ha rivendicato il principio del “pluralismo dell’informazione”che impone ai giornalisti di riportare anche le opinioni “più controverse e divisive”.

Crippa, infatti, ha precisato: “L’Europa potrebbe essere sempre più coinvolta in una guerra ancora più sanguinosa e noi non dovremmo sentire chi, a livello istituzionale, questo conflitto l’ha innescato? Il pluralismo dell’informazione e le buone regole del giornalismo suggeriscono sempre di ascoltare tutte le voci, anche quelle più controverse e divisive. Ma questo, come nel nostro caso, non significa condividerle. I nostri inviati nelle zone di guerra rischiano ogni giorno la vita per raccontare questo orribile conflitto, senza fare sconti alla propaganda di guerra e mostrando le immagini dei crimini compiuti. Nelle prossime settimane continueremo a dare voce a tutti i protagonisti di questa grave crisi mondiale”.

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