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Meeting annuale delle malattie neurovascolari
Bologna

Meeting annuale delle malattie neurovascolari

Il restringimento delle vene giugulari conosciuto come Ccsvi provoca un rallentamento del flusso del sangue nel cervello, che potrebbe essere alla base dei sintomi della Sclerosi Multipla.


I lavori si sono aperti a porte chiuse nella sede del CNR di Bologna, presenti 400 fra i maggiori esperti internazionali in tema di diagnostica di malattie del sistema venoso. A termine del dibattito scientifico è stato approvato a stragrande maggioranza un metodo universale di diagnosi della CCSVI, la patologia dei vasi sanguigni scoperta dal Professor Zamboni, dell’Università di Ferrara, apparentemente molto legata alla Sclerosi Multipla.

Le ricerche del medico italiano Paolo Zamboni sulla Ccsvi e sulle sue connessioni con la Sclerosi Multipla sono “uno stimolo per attività dei prossimi anni”. Lo ha affermato il sottosegretario del ministero dell’Istruzione Giuseppe Pizza nel suo discorso durante il meeting annuale della Società Internazionale per le Malattie Neurovascolari, organizzato proprio da Zamboni a Bologna.

Il restringimento delle vene giugulari conosciuto come Ccsvi provoca un rallentamento del flusso del sangue nel cervello, che potrebbe essere alla base dei sintomi della Sclerosi Multipla. Lo afferma uno studio preliminare pubblicato dalla rivista Bmc Medicine, che sembra confermare le teorie del medico italiano Paolo Zamboni.

Questa e altre ricerche verranno discusse nel corso del meeting annuale della Società Internazionale per le Malattie Neurovascolari, in corso fino a domani a Bologna con la partecipazione di oltre 400 ricercatori da tutto il mondo.

Lo studio, condotto in collaborazione con l’Università di Buffalo, ha messo in luce che a causa delle ostruzioni venose tipiche della CCSVI si riduce il flusso sanguigno cerebrale: dei 24 soggetti esaminati in questo studio pilota, 18 avevano la sovrapposizione di CCSVI e sclerosi multipla, ed erano giovani italiani ed americani con età media inferiore ai 40 anni.

“Questo risultato – spiega Zamboni – indica con chiarezza come il fenomeno di degenerazione dell’assone (la componente centrale del nervo) che è, in ultima analisi l’evento che porta alla disabilità, è influenzato negativamente dal cattivo funzionamento delle vene che si ha in corso di CCSVI” Il primo atto del meeting è stato l’approvazione, da parte di una Consensus Conference a cui hanno partecipato 40 esperti appartenenti alla Società Internazionale per le Malattie Neurovascolari e ad altre sette delle maggiori società nazionali e internazionali, delle linee guida pratiche per l’indagine di screening della CCSVI: “Questa condivisione – spiega Zamboni in un comunicato – porterà presto a un miglioramento anche nelle pubblicazioni a carattere scientifico, arricchite così dalle esperienze che nel frattempo sono state maturate nei diversi centri mondiali”

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