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Meloni: “Difendo Salvini, non parlo di Putin come di un difensore dei valori cristiani”

Meloni difende Salvini ma specifica: "Putin non è un difensore dei valori cristiani". La leader di Fratelli D'Italia prende le parti del leghista.

Fratelli D'Italia, Meloni difende Salvini ma condanna Putin

Meloni: Difendo Salvini, non parlo di Putin come di un difensore dei valori cristiani”. La leader del partito politico Fratelli D’Italia si schiera a favore del leghista, sotto i riflettori per il recente incontro con un sindaco polacco al confine con l’Ucraina.

Meloni difende Salvini ma condanna Putin

“Trovo stucchevole che solo a lui non si perdonino i legami pregressi con Putin, quando tutti quanti li hanno avuti”, ha dichiarato Giorgia Meloni a Corriere, “A fare lezioni di morale alla Lega sono gli stessi che non hanno ancora dimostrato di non aver preso soldi dal Venezuela di Maduro o si fanno pagare da sceicchi sauditi o erano con l’Unione sovietica ai tempi di Budapest e Praga”.

La leader di Fratelli D’Italia si riferisce alla vicenda che ha visto coinvolto Matteo Salvini e il sindaco polacco Wojciech Bakun. Davanti alle telecamere, il primo cittadino l’ha liquidato ricordandogli di quando indossò una maglietta pro-Putin, rifiutandosi così di incontrarlo.

Giorgia Meloni: “Putin non è la Russia”

“Da giorni leggo che nel mio libro ci sarebbe scritto di Putin baluardo del cristianesimo. Avendolo fatto io, il testo… posso dire che è un’idiozia”, ha detto Giorgia Meloni.

“Putin è una parola che non c’è. La Russia non è Putin. Nessuna vicinanza con lui. La Russia è una Nazione che sul piano dei valori, della cultura, è parte dell’Europa”, ha proseguito la politica, “Ma davvero censuriamo Dostoevskij per colpire Putin? È il contrario, la cultura è l’antidoto alla follia.

Nel libro scrivo che la Russia deve agire in pace con le nazioni confinanti e i vicini devono vivere con serenità”.

Giorgia Meloni: “Mandare armi a Kiev è giusto”

La leader di Fratelli D’Italia ha poi ribadito il suo essere a favore dell’invio di armi a Kiev: “Gli ucraini vanno accolti perché sono profughi. Con un conflitto armato non c’è spazio per i distinguo. È il momento della compattezza e del coraggio.

È un’aggressione inaccettabile. Terribili le immagini che vediamo ogni giorno”.

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