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Menez e l’addio inevitabile

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Scontato.

Che i cocci erano difficili da rimettere in sesto lo si era capito gia da aprile, quando Menez ha smesso definitivamente di giocare. Un tira e molla fra grandissime partite (poche) e apparizione anonime (troppe), che ha lasciato solo strascichi di rancore, culminati con l’addio del giocatore francese alla Roma per tornare nella sua cara Francia.
La notizia girovagava frenetica già da una ventina di giorni, e oggi ha raggiunto l’ufficialità: Jeremy Menez è un nuovo giocatore del Paris Saint Germain.

Il genio transalpino, ingorato nel nuovo assetto attico da Luis Enrique e che avrebbe fatto molta fatica a trovare spazio in attacco dato l’acquisto di Erik Lamela e Bojan Krkic, ha firmato un contratto di tre anni ed è stato presentato già nel pomeriggio da Leonardo stesso nelle stanze del Parco dei Principi insieme all’altro nuovo acquisto Blaise Matuidi, centrocampista proveniente dal Saint Etienne. Menez indosserà la maglia numero 7.

Un’amore mai sbocciato tra Menez e la Roma. Un peccato, perchè di potenzialità il piccolo genio francese ne aveva, eppure tante. Potenzialità però sempre centellinate in questi tre anni, colpa di un carattere parecchio introverso che lo ha portato spesso a chiudersi in se stesso, specialmente dopo il fattaccio del 19 aprile 2011.
Prima le minacce, poi l’aggressione e l’inseguimento fin sotto il portone di casa. Jeremy Menez ha vissuto una notte d’inferno.

Dopo pochi minuti dalla fine della partita con l’Inter, il francese (già al centro in quelle settimane di critiche e polemiche) fu raggiunto da un gruppetto di tifosi che a bordo di tre scooter lo avevano inseguito e raggiunto lungo il percorso che, dall’Olimpico, porta a Casal Palocco. Prima sono partiti gli insulti: «Francese di m… ti devi vergognare». Menez non ha risposto alle provocazioni e ha tirato dritto. A quel punto uno dei teppisti tirò fuori da uno zaino un mattone e lo lanciò sul parabrezza della Smart guidata del giocatore. Nonostante il vetro in frantumi Menez ha accelerato per seminare i teppisti. I cinque però, non contenti, lo hanno inseguito fino ad arrivare nei pressi della sua abitazione ma poi sono scappati quando hanno sentito le sirene della polizia chiamata dallo stesso giocatore che ha preferito non far sapere nulla ai media. Il tutto è avvenuto intorno a mezzanotte, qualche minuto più tardi Menez ha telefonato al direttore generale Montali che lo ha accompagnato al Commissariato di polizia più vicino dove ha sporto denuncia contro ignoti. Il francese era scosso, impaurito.
Menez torna quindi in Francia: una soluzione che ha fatto felice sia lui che la Roma.

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