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Mentre la Gelmini parla di scuola di qualità Palermo si deve confrontare con una triste realtà: i ragazzi incitano la mafia

L’immagine che vedete non proviene da un muro vicino Brancaccio o lo Zen, considerati da sempre quartieri a rischio a Palermo. La foto è stata scattata in questo luogo, all’interno del quartiere Cuba Calatafimi, uno di quei quartieri a ridosso del centro storico. Non proprio una zona malfamata, certo, è vero che a pochi metri si trova quella via Pitrè di cui si parla nella recente lettera di Brusca, nei pressi si svolgevano gli incontri tra Ciancimino, Riina e Provenzano. Quello che è veramente inquietante è che questa scritta, scritta in rosso, velocemente, dimostra un certo tipo di idee che sembrano essere maturate da un ambiente molto vicino al modo di pensare del mafioso di oggi. Strafottente, che nemmeno è a conoscenza che il comunismo non esiste più da tempo e che inculca ai ragazzi il concetto che la mafia è forte, è cool, ti permette di vivere, cosa che lo Stato non riesce a fare.

Secondo chi ragiona con questa mentalità lo Stato è solo un continuo ostacolo, perché vuole sapere come realizzi i tuoi affari, perché ti costringe ad andare a scuola, a pagare le tasse e a votare per gente che non ti dà niente. Questo tipo di pensiero cresce, monta, esce nelle strade e trova campo di fronte ad una scuola media. La frontiera della lotta alla mafia è da sempre la scuola, specialmente in Sicilia. Se si continua ad abbandonare un presidio come quello della scuola, grazie a politiche scellerate decise a Roma dal ministro Gelmini, che non conosce e non può capire l’importanza di certe cose, queste scritte riempiranno i muri di tutte le città. Dalla scuola arriveranno alle università, poi saranno scritte in calce magari in Parlamento.

In questi casi, di chi è la responsabilità di atti come questi? Considerare questi atti delle semplici ragazzate è ancora più da irresponsabili. Qualcuno dovrà spiegare quanto successo. Qualcuno dovrà anche spiegare anche a chi ha imbrattato quel muro con quella scritta, la gravità di quanto ha scritto. Qualcuno dovrà accorgersi che i problemi della scuola non sono soltanto i simboli dei partiti nelle scuole, ma anche i segni della malavita intorno e dentro le scuole.

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