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Le menzogne di un politico: gli otto indicatori per capirle

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C’è un modo per capire se un politico sta mentendo? Sì, ci sono 8 indicatori utili per rendersene conto, guardandolo, ascoltando e ponendogli domande.

Siamo nel periodo di campagna elettorale e la preoccupazione in fondo è sempre la stessa: di quale politico possiamo fidarci? Chi manterrà le sue promesse? Tuttavia c’è un modo per scoprire se un politico dice menzogne, fa demagogia o mente del tutto.

Lo spiega lo scrittore statunitense James Patterson – considerato uno dei maggiori autori di thriller contemporanei – in un libro dal titolo “The Day America Told The Truth”, in cui riporta le interviste fatte a oltre 2000 persone, dalle quale era risultato che il 91% di essi mentiva regolarmente un po’ tutti i giorni, sia a casa che al lavoro.

Invece per quanto riguarda gli italiani adulti, quasi 21 milioni hanno ammesso di aver mentito in media 66 volte nell’arco di quest’anno e nella fattispecie 5 volte al mese – sempre facendo una media -.

Invece il 38% ha dichiarato di non mentire mai – ma sarà vero? -.

Gli italiani intervistati, tra i 35 e 64 anni, hanno ammesso di aver raccontato in un anno addirittura un miliardo e 400 milioni di bugie – pari a 3 milioni e 800 al giorno -.

Per quanto riguarda i politici, possiamo già farci un idea consultando il sito Pagella Politica, leggendo chi ha detto la verità o ha mentito spudoratamente.

Tuttavia ci sono 8 indicatori che permettono di stabilire nella realtà se uno stia mentendo o meno.

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Gli occhi

E’ famoso il detto secondo cui “gli occhi sono lo specchio dell’anima”, quindi la prima cosa che si ritiene di dover fare per capire se una persona sta mentendo, è guardarla negli occhi. In particolare secondo la cosiddetta Programmazione neurolinguistica (Pnl), se guarda a sinistra, significa che sta cercando di ricordare, invece se guarda a destra significa che sta mentendo – mentre se si tratta di una persona mancina, accade il contrario -.

Ancora, se sta dicendo falsità, si strofina gli occhi: avviene soprattutto per gli uomini.

Tuttavia questa è una regola generale: non è detto che sia sempre così, come hanno verificato alcuni studiosi come Caroline Watt dell’Università di Edimburgo e Richard Wiseman dell’Università britannica dell’Hertfordshire, che hanno filmato i comportamenti di alcune persone per valutare se mentissero o meno.

La velocità nel parlare

Il secondo “indicatore di falsità” di una persona e in questo caso di un politico è la sua improvvisa velocità o lentezza nel parlare durante un discorso.

Le mani

Per giudicare più certamente se una persona mente, più che guardarle gli occhi e il movimento di questi ultimi, bisogna guardare le sue mani. Chi non “indica”, non mostra i palmi delle mani o compie movimenti rigidi, è più facile che stia mentendo: insomma, quando la persona non discosta particolarmente le mani dal corpo e tende a gesticolare poco.

I dettagli

Chi mente, tende ad aggiungere informazioni non richieste nel suo discorso, è meno conciso, quindi attenzione anche a questo, per verificare se un politico sia più o meno sincero.

La reazione alle domande

Le domande sono un ottimo modo per smascherare il mentitore, perchè lo portano a mettersi sulla difensiva – dato che non vorrebbe aggiungere di più alle fandonie che ha detto – o a rispondere attaccando chi gliele pone.

Il non andare dritti al punto

Di solito chi mente “fa il vago”, non arriva al punto del discorso che sta facendo. Può essere anche che dica qualcosa di vero, ma le sue risposte non sono dirette e precise. Per esempio, se a un politico si chiede cosa farà per ridurre le tasse – generalmente uno dei principali problemi di un Paese – e lui risponde che “le tasse non piacciono a nessuno”, non ha evidentemente fornito una risposta vera e propria; oppure se gli viene chiesto se ha tradito la moglie e lui risponde in parte con un’altra domanda, ovvero dichiara di amare la consorte, ma poi chiede all’interlocutore perchè dovrebbe tradirla, potrebbe davvero essere colpevole di adulterio.

Il silenzio

Si possono smascherare le menzogne di un politico anche stando in silenzio ad ascoltarlo e pensando alle domande da porgli successivamente – e abbiamo detto qual è la sua reazione alle domande -. In questo modo si induce il mentitore a tradirsi, magari ad aggiungere più informazioni al discorso, come abbiamo già detto, per mascherare le sue bugie.

Ripetizioni nel discorso

Infine, chi mente, si ripete molto in ciò che dice, risultando monotono. Tende ad usare più volte le stesse frasi per cercare di convincere il pubblico che stia dicendo la verità quando invece non è così. Inoltre, come abbiamo spiegato sopra, tende a non aggiungere dettagli a quanto dice.


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