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Mercati giù e proteste diffuse: effetto Irlanda nell'UE
Economia

Mercati giù e proteste diffuse: effetto Irlanda nell'UE


Ore difficili per l’europa. I paesi più grandi costretti ad intervenire nella crisi irlandese, nella speranza che questa non contagi altri paesi. il Portogallo che vara misure d’emergenza e ne annuncia di nuove. La parola d’ordine è austerità. Chi pagherà, alla fine, non è ancora chiaro.
Intanto i cittadini scendono in piazza un po’ ovunque.

La preoccupazione è come fermare il contagio; i titoli irlandesi sono nelle casse inglesi, tedesche e di tutta la UE. E’ un’economia interconnessa quella europea, forse troppo. 130 miliardi sono i crediti inglesi nei confronti dei vicini in difficolà.
Il vero problema sono gli speculatori che scommettono contro i paesi a rischio, danneggiandoli ulteriormente. La Merkel, ha rilanciato oggi la necessità di “porre dei limiti ai mercati”. E proprio per rassicurare questi ultimi sono numerevoli i distinguo rispetto all’Irlanda che vengono riaffermati da paesi come Spagna e Italia. Ma, a vedere gli indici, non basta.

Oltre a una crescita che non c’è, serviranno pesanti tagli. Per la Merkel, che sta scrivendo la storia di questa crisi, i paesi che riceveranno aiuti dovranno sottostare a precise condizioni.

Austerità quindi. Il Portogallo ha garantito che non avrà bisogno di aiuti, applicando un taglio di 10 miliardi di euro alla spesa pubblica e proponendo 5 miliardi di nuove tasse. Socrates, il primo ministro, ha tagliato il 5% dei salari pubblici, provocando lo sciopero generale partito stamattina. In Spagna e Portogallo si parla anche di creare un’intelligence di 007 anti-speculazione. In Irlanda intanto le manifestazioni di protesta si susseguono senza tregue, nonostante l’opposizione stia finalmente trattando con il governo una finanziaria fatta di rinunce.

I mercati sentono l’incertezza, affondano gli interventi di salvataggio, che appaiono intempestivi. Si sospetta che la Germania sfrutti la svalutazione dell’euro che favorisce le sue esportazioni, esitando di fronte alle scelte da prendere. Ma anche queste sono in parte speculazioni.
Non si sa chi pagherà alla fine, ma di certo non saranno solo gli irlandesi. Si cerca un modo di responsabilizzare chi ha causato questa crisi: i privati. E, in via teorica, si ipotizza un restringimento dell’eurozona.

Daniele De Chiara

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