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Funerali di Viviana Parisi e Gioele, il dolore del padre: “Cercherò la verità fino alla morte”

A 15 mesi dal ritrovamento dei loro corpi senza vita, Messina ha dato l'ultimo addio a Viviana Parisi e al figlio Gioele.

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A distanza di 15 mesi dal ritrovamento dei corpi di Viviana Parisi e del figlio Gioele, oggi alle 15 si sono tenuti i loro funerali presso il Duomo di Messina. Se da una parte il Gip ha archiviato il caso, la famiglia continua a chiedere verità e giustizia.

Il placet per lo svolgimento della cerimonia funebre è arrivato proprio all’indomani dell’archiviazione e della conferma dell’ipotesi di omicidio-suicidio.

Messina, i funerali di Viviana e Gioele

Le bare della deejay e del suo bambino sono state posizionate l’una accanto all’altra in chiesa. Durante l’omelia, don Cleto d’Agostino ha affermato che “dopo tanta attesa, dopo che le carte hanno detto la loro verità e dopo tanta confusione, cala il sipario ma non è la fine di tutto.

Sottolineando di non voler cercare colpe davanti ad una sofferenza che tocca un’intera comunità, si è detto onorato di essere stato il parroco di una bella famiglia. All’uscita dalla chiesa le due bare sono state accolte da un lungo e commosso applauso.

Il padre di Gioele e compagno di Viviana Daniele Mondello ha intanto annunciato la sua intenzione di non fermarsi. Al suo arrivo al Duomo ha infatti detto di essere lì “per dare una degna sepoltura a miei cari come volevano da tempo” aggiungendo che “ormai ho perso tutto e quindi non mi interessa più niente, andrò avanti fino alla mia morte per scoprire la verità“.

Funerali di Viviana e Gioele a Messina: le tesi degli inquirenti

In quasi 500 pagine di provvedimento, il Gip ha dichiarato che Gioele e Viviana non avrebbero subito aggressioni da parte di terzi o animali, ma che la 41enne avrebbe prima ucciso il figlio e poi si sarebbe suicidata. D’altro canto, invece, i consulenti legali della famiglia hanno sostenuto che mamma e figlio sarebbero morti entrambi in una cisterna.

Una tesi che il Gip ha ritenuto “carente, irragionevole e contraddittoria sotto il profilo logico”. Per la Procura, Viviana Parisi quel giorno di agosto del 2020, dopo l’incidente, si sarebbe diretta nei boschi di Caronia con in braccio il figlio ancora vivo. Solo qui lo avrebbe ucciso, e poi si sarebbe gettata dal traliccio.

Secondo i consulenti degli opponenti dal criminologo Carmelo Lavorino e dal medico legale Antonio Della Valle, Viviana e Gioele sarebbero precipitati (caduti o lanciati ancora non si sa) dentro un invaso (un pozzo o una cisterna) con mezzo di acqua sul fondo e sarebbero morti per asfissia. Quindi, non vi sarebbe stata alcuna uccisione del piccolo Gioele da parte di Viviana, alcun suicidio o lancio dal traliccio da parte di quest’ultima”, ha commentato il Gip.

Immediata la risposta dei consulenti dei Mondello: “In realtà si tratta di un’abile messinscena organizzata da una combinazione criminale motivata e coinvolta tramite la traslazione dei cadaveri in zone sensibili proprio per inscenare il suicidio o la disgrazia ed allontanare da sé ogni responsabilità. Viviana e il piccolo sono precipitati (caduti o lanciati ancora non si sa) nel bosco di Caronia all’interno di un invaso con circa 50 cm d’acqua sul fondo: un pozzo, una cisterna, un contenitore profondo 3-4-5 metri. I due sono precipitati contemporaneamente”.

Funerali di Viviana e Gioele a Messina, il Gip smonta tesi della messinscena da gruppo criminale

Un’ipotesi assurda e illogica, come commentato nel dettaglio il Gip: “È una ricostruzione fortemente illogica se sol si considera che agendo in tal modo tali soggetti, anziché esporsi alle conseguenze civili e penali di un possibile addebito a titolo di omicidio colposo avrebbero corso il rischio di lasciare sui corpi di Viviana e Gioele impronte digitali, materiale biologico o, comunque, qualsiasi altro tipo di traccia o segno loro riconducibile, materiale cioè utile all’estrazione del profilo Dna e per le successive analisi comparative, in guisa da vedersi fondatamente mutare il titolo di reato ipotizzabile a loro carico da omicidio colposo a omicidio volontario pluriaggravato”.

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