Metanodotto in Sardegna, via libera del Governo nonostante proteste e polemiche a Sant'Antioco e Olbia - Notizie.it
Metanodotto in Sardegna, via libera del Governo nonostante proteste e polemiche a Sant’Antioco e Olbia
Sardegna

Metanodotto in Sardegna, via libera del Governo nonostante proteste e polemiche a Sant’Antioco e Olbia

I comuni di Olbia e Sant’Antioco, direttamente interessati, si oppongono. Ma questo evidentemente al Governo non importa visto che ha dato il via libera all’avvio del Metanodotto Galsi che collegherà l’Algeria all’Italia, passando attraverso la Sardegna. Un’opera che dunque si farà nonostante le tante proteste e polemiche che questo progetto ha suscitato negli ultimi mesi. Invece il Governo – in risposta ad un’interrogazione dei deputati sardi del PdL Pili, Nizzi, Murgia, Vella e Porcu – ha confermato che l’opera prenderà il via al più presto.

Gli eletti del PdL sollecitavano il Governo a dare un’accelerata all’iter per la costruzione del metanodotto Algeria-Sardegna-Europa. La conferenza di servizi per l’avvio del Metanodotto sarà fatta al più presto, dunque, per poi dare il via ai lavori.
Il deputato Mauro Pili – ricordando che tutte le opposizioni al Metanodotto sarebbero state superate dalla positiva valutazione d’impatto ambientale – ha affermato che “non si deve perdere più tempo.

Occorre solo far precedere la conferenza di servizi da un’urgente interlocuzione politico istituzionale per superare le criticità emerse da parte delle amministrazioni comunali di Olbia e Sant’Antioco”.

I due Comuni che si oppongono con forza, perche direttamente interessati, sono come detto quello di Sant’Antioco dove il Metanodotto approderà venendo dall’Africa, e quello di Olbia, da cui l’opera lascerà l’Isola per sbarcare poi nella Penisola.
A Sant’Antioco l’opposizione è forte, con il sindaco Mario Corongiu in testa. Chi non vuole il gasdotto afferma che il golfo di Palmas e il suo equilibrio ambientale potrebbe essere compromesso da quest’opera. Una soluzione, alla quale però è contraria la Galsi per motivi di sicurezza, sarebbe quella di spostare l’approdo a Portovesme.
Ma è forte la protesta anche a Olbia, dove ci si oppone sia alla stazione di pompaggio che sarà realizzata a Vena Fiorita e spingerà il gas il Continente, sia al passaggio della condotta alle Saline.

Anche qui a guidare le proteste è il sindaco Giovanelli.

A dare una sentenza definitva, in un senso o nell’altro, probabilmente sarà l’Unione Europea che potrebbe porre un vincolo di difesa ambientale e bloccare – ma fino a quando? – l’inizio dei lavori.
L’impressione è che ci siano forti interessi economici dietro l’avvio dei lavori per la realizzazione del gasdotto e come quasi sempre succede in Italia questi interessi avranno la meglio sul buon senso e sull’ambiente.

8 Commenti su Metanodotto in Sardegna, via libera del Governo nonostante proteste e polemiche a Sant’Antioco e Olbia

  1. Il comune si Sant’antioco non c’entra nulla.
    Si può sapere per cosa protestano? Nel tracciato del gasdotto si vede chiaramente che la tubazione passa in agro di San Giovanni Suergiu, dove infatti sorgerà la stazione di controllo. L’amministrazione di San Giovanni infatti, non ha mai detto nulla in proposito, nonostante si sia già provveduto al quasi esproprio dei terreni coinvolti nel passaggio della tubazione interrata. Con la logica del NO su tutto (vedi terme di coa quaddus) credo che San’Antioco non avrà mai uno sviluppo turistico vero.

  2. io penso che non esiste nessun pericolo di inquinamento ambientale.IN quanto si tratta di posa di un tubo a mare e posto in posizione tale da non disturbare la pesca ne lo sviluppo flora-fauna marina,anche perchè se cosi’ fosse ,allora dobbiamo anche controllare l’inquinamento rilasciato dalle imbarcazioni che attraversano i l nosrto mare:vedi petroliere,navi da carico che diventano spesso da scarico di oli e polveri dannosi per l’eco-sistema marino.Ai nostri amministratori chiedo di mettersi una mano sulla coscienza e non si facciano influenzare nel gioco ambiguo dei cosidetti VERDI,perchè certe iniziative tipo il METANODOTTO vanno fatte,a dispetto di prese di posizioni che gravano sulle spalle del cittadino ,siamo stanchi di pagare il gas e l’elettricità a peso d’oro ,per ottenere :riscaldamento,acqua calda per i servizi elementari,e per cucinare,quando col metano si abbassa il costo.Se il nostrto Sindaco è indeciso sulla strada da percorrere è pregato di riferire ai suoi concittadini il suo riserbo e chidere a questi con una semplice votazione il consenso sull’attuazione.

  3. scusa Mario avevo già iniziato il commento prima della tua affermazione ‘non avendone letto la tua precisazione sono andato libero.Mi auguro che tu possa risolvere nei migliori dei modi la situzione,cercando di venire incontro ai veri bisogni dei cittadini
    .

  4. Ma come Sant’antioco non c’entra niente? Il tubo passa nel Golfo di Palmas e Sant’Antioco non c’entra niente? Ma cosa state dicendo?

  5. Siete di una ingenuita’ disarmante.Penso in buona fede, perche’ ignorate completamente il potenziale pericolo che rappresenta quest’opera.Si parla
    di esplosioni (intorno ai 50 gradi e di perdite inquinanti per il sottosuolo)- Che dire poi del percorso che, prevede l’esproprio di una fascia di terreni, larga circa 80 metri,asservita interdetta a qualsiasi uso agricolo e abitativo, ad uso esclusivo del costante monitoragio: in sostanza si trancera’in due la sardegna, dal sulcis ad olbia, con un itinerario devastante e irreversibile per attivita’ agropastorali, ambientali e siti archeologici. Insomma, un altro pezzo di sardegna che viene sacrificato per gli sporchi interessi di chi, ancora, ci considera terra di conquista,dove per rapinare, devastando, e’ sufficiente agitare l’arma dell’inganno, delle facili promesse: posti di lavoro a pioggia , benessere diffuso…persino gas, benzina e bollette meno cari.Tutto questo e’ storia vecchia, gia’ vissuta sulla nostra pelle.MORATTI,ENEL,ENI,e tutto il comparto petrolchimico, hanno mai favorito per i sardi la riduzione dei costi di: benzina, gas in bombole, bollette ??????…A me risultano piu’ care che altrove e…a voi? SI TRATTA DI UN GROSSO AFFARE PER LORO E DELL’ENNESIMA SERVITU’PER NOI SARDI .Non ci resta che sperare nella presa di coscienza di quel numero ancora grande dei sardi che, ancora si lascia incantare facilmente dal solito specchietto. Andate a vedervi chi sono questi soggetti e soprattutto a quali rischi si espone la popolazione e il territorio lungo il tracciato di un gasdotto : E’ UN AIUTO PER PRENDERE COSCIENZA –
    Dimenticavo…gia’ cosi’,integra,Sant’Antioco costituisce un forte richiamo per il turismo. Non serve la diffusione del mattone, dei resort e la presenza di un gasdotto per incrementare il turismo e i suoi benefici ma,un attenta sorveglianza e difesa del territorio e delle sue peculiarita’.E’solo con la difesa del territorio che possiamo
    creare economia . Parlo di economia contestuale alla naturale vocazione
    del territorio, che si integrano, come quelle per la lavorazione in loco dei nostri prodotti agroalimentari, turismo,archeologia,allevamento…ma non certo di gasdotti e industrie petrolchimiche (vedere i veleni a Portotorres,Saras,SERVITU’ MILITARI etc……).Meditate !….

  6. io penso invece che noi sardi dovremo piu ragionare ai benefici che portera il metano per prima cosa non ce pericolo ne di esplosioni e nemmeno di inquinamento forse ci sono interessi da parte della saras che produce gpl gas petrolio liquefato e magari una volta arrivato il metano non potrebbe piu venderlo al mercato come fa oggi e facendo i prezzi che vuole secondo la pericolosita del gpl e 10 volte piu del metano infatti se dovessero esplodere le sfere che stanno dentro la raffineria sono veram dolori questo lo dico perche io sono documentato in tal senso ho lavorato nella costruzione di un metanodotto a livorno e si sono rispettati tutti i parametri della sicurezza esistenti con saldature radiografate al 100×100 solo noi ci fasciamo la testa per un problema che non esiste e che se non lo accettiamo rimaniamo l unica regione che dovra solo seguire il gregge delle pecore tutto girera iintorno al metano industrie che costruiranno centrali turbogas per l energia a costi veram competitivi ciao ubaldo

  7. Nuoro, 23 ottobre 2011
    Bravo Carlo, ma ci vogliono soluzioni perché finalmente ci ascoltino, noi sardi mai padroni della nostra preziosa terra.Io non mi intendo molto di politica ma possiamo raccogliere le firme perché la nostra vita non venga messa in pericolo? d’altronde se i nostri avi hanno scelto di far vivere in questa preziosa terra le future generazioni ci sarà un motivo più che valido. Possiamo pensare di crearci noi stessi i pericoli che invece provocherà questo business a esclusivo vantaggio di gente senza scrupoli verso il futuro dei nostri figli.Abbiamo il coraggio di dire no al denaro a tutto vantaggio dell’aria che respiriamo, delle cose che mangiamo e della nostra stessa vita. Forza sardi non fatevi comprare come un tempo!!!!!!

  8. E’ veramente assurdo constatare che non abbiamo ancora capito che non siamo i padroni di questa terra…la verita’ e’ che siamo solo degli affittuari di passaggio e abbiamo il dovere di custodirla e farla pervenire integra nelle mani delle generazioni di Sardi che verranno. Quando capiremo che non ci serve assolutamente niente? La qualita’ di vita che abbiamo a disposizione qui in Sardegna non si puo’ comprare, ma va salvaguardata. Sardi…uniamoci per la nostra terra e cacciamo via i signori del “denaro a tutti i costi”

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