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Michele Garruto morto in un incidente e lasciato sull’asfalto per ore

Tre province "litigano" per la presa in carico della salma e il povero Michele Garruto, morto in un incidente, viene lasciato sull’asfalto per ore

Michele Garruto al lavoro nel suo atelier

Era stato incoronato miglior parrucchiere d’Italia Michele Garruto, ed è morto in un incidente dopo il quale il suo corpo esanime sarebbe stato lasciato sull’asfalto per ore o quanto meno per un tempo superiore al dovuto. Michele è morto in un incidente stradale a Saronno, in provincia di Varese.

Era originario di Solaro, in provincia di Milano ed è deceduto nel pomeriggio di giovedì 7 luglio in circostanze tragiche al momento quanto surreali nelle ore successive alla tragedia. I media spiegano che il terribile sinistro si è verificato lungo la tangenziale tra Saronno, Ceriano Laghetto, in provincia di Monza e Brianza e Rovello Porro, in provincia di Como.

Michele Garruto morto “due volte” in un incidente

Attenzione, l’enunciazione delle varie province non è un rovello geografico ma il motivo per cui il corpo di Michele non avrebbe trovato pace e decoro neanche dopo il sinistro, scatenando una comprensibile ira anche sui social.

Da un punto di vista della dinamiche il 31enne si era schiantato con la sua moto contro un furgone, poi era stato sbalzato sull’asfalto ed era deceduto malgrado gli sforzi degli operatori del 118. Ma cosa è successo dopo, quando cioè il corpo senza vita di Michele giaceva a terra? Pare che lo stesso sia rimasto per ore sull’asfalto per dei cavilli burocratici relativi alle competenze territoriali, legate appunto al fatto che il luogo del sinistro insisterebbe fra tre zone di pertinenza, il peggio dell’Italia nel momento peggiore insomma.

La denuncia di Facchinetti e Colombo

Lo sconcio è stato denunciato sia dal consigliere regionale Marco Colombo che dal cantante Francesco Facchinetti, che è amico del fratello del compianto hair stylist. Addirittura, in virtù del fatto che il sinistro è avvenuto fra tre province, sarebbe stato richiesto l’intervento dei tecnici comunali per verificare i mappali. Ha detto Facchinetti in una storia Instagram: “Mentre il cadavere della vittima, il fratello di un mio caro amico rimaneva per ore sull’asfalto sotto gli occhi dei parenti accorsi una volta scoperta la notizia.

Per un cavillo burocratico, sui confini dei comuni, non sapevano con quale ambulanza portarlo via. In che paese siamo?”.

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