Migranti, crudeltà e sevizie: arrestati 5 trafficanti
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Migranti, crudeltà e sevizie: arrestati 5 trafficanti

Migranti, crudeltà e sevizie: arrestati 5 trafficanti
Migranti, crudeltà e sevizie: arrestati 5 trafficanti

Tre nigeriani e due libici sono finiti in manette con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e traffico di esseri umani

Sono finiti in manette cinque scafisti che erano sbarcati sulle coste siciliane nelle scorse settimane. Tre sono nigeriani e due provengono dalla Libia.

I tre scafisti nigeriani, sbarcati a Lampedusa il 16 aprile, sono stati arrestati dalla Polizia di Agrigento. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla tratta ed al traffico di esseri umani, sequestro di persona a scopo di estorsione, violenza sessuale, omicidio. La Dda della Procura di Palermo contesta ulteriori aggravanti: transnazionalità del reato, disponibilità di armi, violenza per motivi futili.

Una donna sbarcata insieme ai tre nigeriani accusa uno di loro: “Ha ucciso mio fratello e ha usato violenze anche su di me”. La Procura distrettuale di Palermo ha incluso negli atti dell’inchiesta anche la testimonianza della donna; il responsabile della morte dell’uomo avrebbe agito insieme ad un libico.

Altri due trafficanti libici, giunti a Catania il 6 maggio scorso con nave Phoenix insieme a 394 migranti, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza.

Uno dei due è accusato di concorso nell’assassinio di un giovane migrante originario della Sierra Leone, ucciso con un colpo di arma da fuoco per motivi futili (si era rifiutato di consegnare un cappellino). I due libici sono indagati dalla Procura distrettuale per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Uno di loro anche per concorso in omicidio. Il fermo, disposto dalla Procura, fa seguito a indagini del pool di investigatori della Squadra Mobile di Catania e del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza, con la collaborazione della Sezione operativa navale.
Un altro testimone oculare racconta: “Gli africani, armati di fucile e vestiti in abiti civili, erano spregiudicati . Picchiavano brutalmente e senza alcun motivo i migranti. Personalmente sono rimasto vittima, in più occasioni, delle loro inaudite crudeltà. Una volta mi hanno legato le gambe e poi mi hanno picchiato ripetutamente con un bastone nella pianta dei piedi, procurandomi delle profonde lesioni e una frattura, tanto da impedirmi di camminare per tre mesi”.

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