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Migranti, fermata nave ong tedesca che non ha firmato intesa col Viminale

Primi provvedimenti nei confronti delle navi ong che non hanno sottoscritto il codice di comportamento del Viminale per il soccorso ai migranti

Migranti

Primi provvedimenti nei confronti delle navi ong che non hanno sottoscritto il codice di comportamento predisposto dal Viminale per quanto riguarda il soccorso ai migranti. Una nave ong tedesca, infatti, è stata intercettata al largo di Lampedusa ed è stata costretta ad approdare nell’isola per poter essere sottoposta ai controlli.

Migranti, primi provvedimenti per le navi che non hanno firmato il codice di comportamento del Viminale

Solamente tre organizzazioni hanno firmato il codice di comportamento proposto dal Viminale. E ora stanno arrivando i primi provvedimenti nei confronti delle navi ong che soccorrono i migranti e che invece non lo hanno sottoscritto.

Una nave ong tedesca, la Iuventa, è stata infatti fermata nel corso di questa notte al largo di Lampedusa dalla Guardia Costiera italiana. Considerato che questa nave ong non aveva firmato il protocollo, è stato scortata fino al porto dell’isola, per poi essere sottoposta a controlli.

Le parole dei ministri Alfano e Pinotti

Sono i ministri Alfano e Pinotti a riferire alle commissioni Esteri e Difesa del Parlamento sui tempi e sui modi della missione delle navi italiane.

In particolar modo, il Ministro della difesa Roberta Pinotti, ha spiegato che con la missione navale italiana in Libia “non si profila alcuna lesione alla sovranità libica.

Il nostro obiettivo è anzi quello di rafforzarla. La stessa Pinotti ha poi aggiunto: “Il Governo assicurerà sostegno logistico tecnico e operativo alle unità navali libiche accompagnandole mediante attività congiunte e coordinate, assicurando il ripristino e la manutenzione degli equipaggiamenti”. E infine ha concluso: “Le regole d’ingaggio per la nuova missione navale in Libia saranno le stesse dell’operazione Mare sicuro, con adattamenti perché la prima è una missione internazionale”.

Anche il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, è intervenuto sull’argomento: “La richiesta libica di sostegno navale nasce in una clima di assoluta fiducia reciproca non estemporanea, che viene da lontano, in cui l’Italia ha sempre agito nel rispetto della sovranità libica”. Alfano ha poi proseguito: “La comunità internazionale deve unificare i propri sforzi sotto l’egida dell’Onu” e ha ricordato che “negli ultimi mesi la proliferazione di iniziative unilaterali ha messo in discussione il ruolo dell’ex inviato Onu Kobler”.

Intanto, Catherine Ray, la portavoce del servizio europeo per l’azione esterna, ha ribadito il sostegno nei confronti della nuova missione organizzata dall’Italia in Libia: “Lavoriamo in pieno coordinamento con le autorità italiane.

L’Alto rappresentante è in contatto regolare col primo ministro Paolo Gentiloni”.

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