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Migranti, Juncker a Conte: ok revisione missione Sophia
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Migranti, Juncker a Conte: ok revisione missione Sophia

Juncker Conte

Il premier Giuseppe Conte incassa l'appoggio del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sulla revisione della missione Sophia.

Giuseppe Conte annuncia “un altro importante passo in avanti” del governo in fatto di politica sull’immigrazione. Jean-Claude Juncker, rispondendo ad una lettera del premier italiano, ammette la possibilità di istituire “una sorta di cellula di crisi” per coordinare gli Stati membri dell’Unione europea in fase di assegnazione del porto di sbarco ma solo come “tappa in direzione di un quadro più stabile”. Inoltre, il presidente della Commissione europea annuncia la possibilità della “revisione del mandato dell’operazione Sophia“.

Conte a Juncker: stop sbarchi “automatici”

L’Italia incassa un’altra soddisfazione sul fronte immigrazione. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker risponde infatti alla lettera inviata il 17 luglio dal premier Giuseppe Conte sottolineando che “l’Italia invoca da tempo, e a ragione, una cooperazione regionale sugli sbarchi”. Nel corso della riunione del Comitato politico e di Sicurezza (Cops) dell’UE il nostro Paese aveva annunciato infatti che “non intende più applicare le regole attuali sugli sbarchi per gli asset di Sophia“. In altre parole, il governo non intende più aderire a quei regolamenti che prevedono lo sbarco “automatico” nei nostri porti dei migranti salvati dalle unità della missione Eunavfor Med.

L’Italia ha infatti chiesto “la revisione di tutto il piano operativo”, e ciò ha provocato la “forte preoccupazione” di diversi partner UE.

Martedì scorso, quindi, il Presidente del Consiglio invia una lettera indirizzata a Juncker e al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk nella quale sottolinea come sia ormai “essenziale dotarsi da subito di un meccanismo UE di gestione rapida e condivisa dei vari aspetti relativi alle operazioni di Search and Rescue”. Conte invita quindi ad istutituire “una sorta di cellula di crisi” che abbia il compito di “coordinare le azioni” degli Stati membri dell’Unione europea “riguardo all’individuazione del porto di sbarco e dei Paesi disposti ad accogliere le persone soccorse”. “Il mio suggerimento è che tale meccanismo venga coordinato dalla Commissione europea” concludeva quindi Conte.

Juncker risponde a Conte

“Per quanto riguarda il Suo suggerimento di istituire una cellula di crisi coordinata dalla Commissione con il compito di coordinare, in caso di emergenza, azioni condivise volontarie e complementari da parte degli Stati membri in seguito a singoli episodi di ricerca e salvataggio, concordo sulla necessità di migliori meccanismi di coordinamento, ma soltanto come tappa in direzione di un quadro più stabile” risponde oggi Jean-Claude Juncker, come riferisce l’agenzia di stampa La Presse.

“Sotto questo aspetto – assicura – la Commissione è pronta a svolgere pienamente la sua funzione di coordinatrice”. Non va però “dimenticato che l’UE non ha competenza per determinare il luogo/porto sicuro da usare per gli sbarchi in seguito a un’operazione di ricerca e salvataggio in mare”, chiarisce il presidente della Commissione europea.

“Gli avvenimenti di questo fine settimana riguardanti le due imbarcazioni di cui parla nella Sua lettera, hanno dimostrato un senso condiviso di solidarietà da parte degli Stati membri (Francia, Germania, Malta, Spagna, Portogallo e Irlanda) che si sono offerti di accogliere una parte dei migranti sbarcati a Pozzallo” ammette.

Juncker si dice però “persuaso che queste soluzioni ad hoc non rappresentano un modo di procedere sostenibile e soddisfacente”. Il presidente della Commissione UE consiglia quindi di “cercare metodi più prevedibili che si basino sul sostegno europeo, sia dal punto di vista finanziario, sia in termini di sostegno operativo da parte delle agenzie dell’UE, evitando contemporaneamente ogni fattore di attrazione”.

Ok revisione operazione Sophia

Jean-Claude Juncker ricorda quindi come la Commissione sostenga “da tempo la causa degli Stati membri in prima linea, specialmente dell’Italia, nel chiedere la solidarietà di tutti gli altri Stati” e per questo ammette come sia “essenziale la riforma del regolamento Dublino“. Al contempo, però, difende l’operazione Sophia in quanto consente alla Libia “di attuare contromisure più efficaci contro l’immigrazione irregolare e di assumere le sue responsabilità nelle operazioni di ricerca e salvataggio”.

In merito alla proposta del premier Conte di modificarne alcuni aspetti relativi agli sbarchi dei migranti dopo il salvataggio, Juncker rivela comunque che in effetti “è prevista la revisione del mandato dell’operazione Sophia“, annunciando che sarà presentata prossimamente.

“In questo processo di revisione – precisa – possono essere prese in considerazione le questioni riguardanti le intese sugli sbarchi che Lei solleva nella Sua lettera, parallelamente all’esigenza generale di dare riscontro agli orientamenti politici impartiti dal Consiglio europeo di giugno”.

Conte: un altro passo avanti

“Sul fronte immigrazione oggi abbiamo fatto un altro importante passo in avanti” scrive soddisfatto su Facebook il premier italiano Giuseppe Conte. “La risposta del Presidente Juncker, che ringrazio, di fatto accoglie il principio secondo cui l’immigrazione è una sfida europea, che riguarda tutti i 28 Paesi e che quindi richiede soluzioni europee e non di un singolo Paese” sottolinea. “È un principio per cui – è cosa nota – ci siamo battuti con forza all’ultimo Consiglio europeo e che oggi, giorno dopo giorno, stiamo facendo diventare realtà” assicura.

“Sono felice di leggere che la Commissione europea lavorerà con impegno e determinazione per attuare questo e gli altri principi che l’Italia ha fatto mettere nero su bianco nelle conclusioni del Consiglio europeo di giugno e che segnano indiscutibilmente un cambio di passo” precisa quindi il Presidente del Consiglio.

“E sono altrettanto soddisfatto che – conclude Conte – sia stata pienamente accolta anche la nostra proposta di creare un ‘gabinetto di crisi’ coordinato dall’Unione europea, proprio per gestire in maniera unitaria, coordinata e stabile l’emergenza immigrazione”.

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