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Migranti, nuove leggi per le Ong: intesa tra Italia-Francia-Germania

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Migranti: caso Zuccaro, il suo caso delle ONG arriva al Csm
Migranti: caso Zuccaro, il suo caso delle ONG arriva al Csm

Regolamentare le Ong: è questo l’obiettivo principale del vertice “speciale” che si è tenuto a Parigi tra il Ministro dell’Interno Marco Minniti e i suoi colleghi tedesco e francese, Thomas de Maziére e Gerard Colomb, e con il commissario europeo per gli Affari interni Dimitri Avramopoulos.

Tra i punti qualificanti la regolamentazione delle azioni e dei finanziamenti delle Ong e più fondi per consentire alla Libia il controllo delle coste, implementando una sorta di esternalizzazione delle frontiere europee nel Paese africano. E poi un rilancio del piano di ricollocamento, riscrivendone i termini per permettere di sbarcare i migranti in altri Paesi.

Gli obiettivi

Ridurre gli sbarchi è uno degli obiettivi a cui si sta lavorando. In questo ambito, giocano un ruolo fondamentale le Ong, l’intenzione è quella di limitare la loro libertà di movimento: l’ingresso in acque libiche potrebbe essere vietato così come spegnere il trasponder di bordo per la localizzazione e fare segnali luminosi; e la “regia” delle operazioni dovrebbe essere riportata in maniera più definita sotto l’ombrello della Guardia Costiera.

Il protocollo sulle Ong potrebbe spingersi a bloccare l’accesso in porto a chi non è in regola.

Un tema delicato, a cui si aggiunge quello della trasparenza sui finanziamenti, argomento di cui si è ampiamente discusso settimane fa quando uscirono i contenuti di un dossier Frontex e quando scoppiò un acceso dibattito attorno alle indagini del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro: organizzazioni come Medici senza frontiere reagirono affermando che nella maggior parte dei casi è il sistema di coordinamento di Roma a dire dove andare.

Quanto ai porti di destinazione, più complessa appare invece la possibilità di coinvolgere altri soggetti, come Malta, ipotesi a cui pure si era pensato.

Questione migranti

Capitolo più importante è quello della distribuzione dei migranti. L’Italia chiede all’Europa impegni certi e alcune modifiche. Con le regole oggi in vigore accedono alla ricollocazione solo i richiedenti asilo di nazionalità con un tasso medio di riconoscimento pari o superiore al 75%.

Una soglia troppo alta, che l’Italia chiede di rivedere.

Altro punto: il rilancio del piano dei ricollocamenti dei migranti giunti in Italia e Grecia. Esternalizzazione delle frontiere italiane (ed europee) in Libia, sulla scia dell’accordo con la Turchia e cioè più controlli al confine meridionale libico, vera porta d’accesso dei flussi.

E proprio della “questione libica” ha parlato Marco Minniti: “la partita fondamentale, si gioca in Libia“, “paese di transito” da cui è arrivato “nei primi cinque mesi di quest’anno il 97% dei migranti“.

Lì serve “un governo stabile e stiamo lavorando per farlo”, l’idea di un sostegno finanziario più cospicuo per il controllo delle coste va in questa direzione ha spiegato a margine dell’incontro il nostro Ministro dell’Interno. E sull’emergenza migranti Minniti terrà un’informativa alla Camera mercoledì.

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