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Migranti, ecco i nuovi 11 centri per i rimpatri

Per i migranti il Ministero degli Interni ha reso noto i siti dove far affluire, nelle varie regioni italiane, i profughi privi del diritto di accoglienza.

Migranti
Per i migranti 11 centri in varie regioni

Resi noti dal Ministero degli Interni i siti dove saranno gestiti i migranti privi del diritto di accoglienza. Saranno in tutto 11 sparsi nelle varie regioni.

Le ondate di migranti che raggiungono il nostro Paese con i mezzi più diversi non rallentano, e le buone condizioni meteo del periodo primavera ed estate, generalmente, hanno sempre portato con sé un aumento del numero complessivo di profughi che approdano alle sponde italiane.

Non tutti quelli che raggiungono l’Italia, tuttavia, hanno il diritto di accoglienza, e dunque il Ministero degli Interni, e le varie associazioni ed enti con lo stesso collaboranti, sono costretti ad utilizzare diversi siti sparsi nelle varie regioni, per gestire il loro arrivo e se necessario avviare le procedure di rimpatrio.

Ecco dunque la dislocazione territoriale di questi centri: in Calabria sarà impiegata una struttura a Mormanno, in Puglia e Sicilia i CIE di Bari e Caltanissetta.

Inoltre, in Basilicata sarà utilizzato Palazzo San Gervaso, in Campania resa disponibile la Caserma Adolfato presso Santa Maria Capua Vetere.

Per la regione Sardegna c’è l’ex-carcere di Iglesias, nel Lazio il centro nella zona di Ponte Galeria, in Piemonte il già utilizzato CIE, per la Lombardia è disponibile la Caserma di Montichiari. Per finire, in Friuli Venezia Giulia i profughi saranno raccolti al centro di Gradisca d’Isonzo, ed in Emilia Romagna il CIE di Modena.

Gli undici centri individuati hanno in totale una capacità ricettiva di circa 11000 posti. Nel frattempo si studiano sistemi alternativi per ciò che attiene le operazione di salvataggio in mare, con il coinvolgimento diretto della Guardia Costiera, con relativa registrazione sia di tutti i membri dei vari equipaggi, che delle ONG operanti in questi contesti.

Quest’ultima misura si è resa necessaria dopo le polemiche degli ultimi giorni, circa paventate collusioni tra ONG e scafisti, questione sulla quale continuano le indagini.

In merito a tale vicenda sarà compito della Commissione Difesa del Senato relazionare entro venerdì.


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