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Migranti picchiati con un bastone dalla Guardia Costiera libica, la denuncia dell’Ong Sea Watch

Migranti picchiati con un bastone dalla Guardia Costiera libica, la denuncia di Sea Watch con un video che sconfessale lodi del premier verso Tripoli

Un frame del video

Migranti picchiati con un bastone dalla Guardia Costiera libica, la denuncia dell’Ong Sea Watch è affidata ad un agghiacciante video pubblicato su Twitter. In quel frame si vedono membri dell’equipaggio di una motovedetta della Guardia Costiera libica che inseguono con un gommone un gruppo di migranti in una barca e poi lo prendono a bastonate spalleggiati dal natante madre che naviga a portata visiva perfetta.

E se si pensa che ad essere protagonista di questo evidente sconcio è proprio il corpo che il premier Mario Draghi aveva ringraziato durante la sua visita a Tripoli sarà facile intuire la portata anche “politica” dell’accaduto. Il video in questione è stato diffuso su Twitter dall’equipaggio della Sea Watch 4 ed ha scatenato fortissime polemiche, oltre che  indignazione unanime. 

Migranti picchiati con un bastone dalla Guardia Costiera libica: video e tweet

Il messaggio vergato dalla Ong tedesca a correndo del frame è inequivocabile d’altronde: “Ecco come si svolge un’intercettazione della cosiddetta guardia costiera libica: persone in pericolo picchiate e costrette con la forza a tornare nell’inferno da cui fuggivano. Oggi l’equipaggio di Sea Watch 4 ne è stato testimone e ha documentato i fatti con queste immagini”. Esattamente la notte scorsa, quella del 30 aprile, la Sea Watch ha effettuato un altro salvataggio in mare.

Ad essere soccorse sono state 94 persone di circa 300 che sfidavano i marosi. La nave è ora in attesa di un porto sicuro per lo sbarco. 

Migranti picchiati con un bastone dalla Guardia Costiera libica: Draghi sconfessato

Al di là di quello etico, che è predominante, l’altro tema caldo è quello che ruota intorno a Draghi. Di certo se tutti gli interventi sono come quello a cui Sea Watch ha “fatto tana” il termine “soccorsi” usato dal premier e i suoi ringraziamenti appaiono come un trappolone. Questo perché presuppongono o che Draghi sappia ben poco di quanto accade davvero con la GC libica o che sappia ma che si sia affidato ad una pubblicistica “di maniera” su un tema che di maniera non può e non deve essere. 

Migranti picchiati con un bastone dalla Guardia Costiera libica: le parole del premier

In entrambi i casi il premier italiano non ci fa una bella figura. Si certo quel trattamento filmato con il concetto di salvataggio non ha nulla a che vedere. Per non parlare della verve brutale degli operanti libici in divisa. Draghi invece aveva detto a Tripoli durante la conferenza stampa con il primo ministro libico Abdul Hamid Dabaiba: “Sul piano dell’immigrazione noi esprimiamo soddisfazione per quello che la Libia fa nei salvataggi e, nello stesso tempo, aiutiamo e assistiamo la Libia”. Ecco, appunto. 

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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ricevuta Ar presidenziale non ancora pervenuta
2 Maggio 2021 19:27

Non sono bestie sono persone, non picchiatele.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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