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Milan, odissea Pato: un mese di stop
Calcio

Milan, odissea Pato: un mese di stop

Ceduto, smarrito, parzialmente recuperato ed infortunato. E’ la strana parabola vissuta da Alexandre Pato in questo inizio 2012 a dir poco movimentato: perché se i prodromi si erano visti a fine dicembre con quelle sibilline dichiarazioni sul difficile rapporto di Allegri, lo stesso Papero non avrebbe certo potuto prevedere tutto quanto sarebbe successo dopo. Così in una settimana Pato è passato dall’essere un giocatore del Paris Saint Germain, dove il suo mentore Ancelotti lo avrebbe accolto a braccia aperte, a dover rimanere fermo “tre o quattro settimane, salvo complicazioni”, come recita il comunicato del Milan, a seguito dell’infortunio rimediato mercoledì sera nel finale della partita di Coppa Italia contro il Novara durante la quale Pato ha subito “una lesione muscolare di non elevata entità al bicipite femorale della coscia sinistra”. Doveva essere un guaio lieve, come dichiarato dallo stesso giocatore al termine della partita, ma evidentemente le cose non stanno in questo modo o forse il fisico di Pato, già provato da ripetute ricadute muscolari di cui il giocatore è vittima da due anni a questa parte allungano i tempi di recupero anche per un infortunio di modesta gravità.

Di certo il manto di San Siro non aiuta ma non si può pensare che questo sia l’unico problema alla base della fragilità di Pato.

Quel che è certo è che la sfortuna si sta accanendo contro i rossoneri che al ritmo di uno o due al giorno stanno perdendo pezzi da novanta della formazione titolare (Antonini è ko per Novara dopo il trauma cranico subito in seguito all’intervento-killer di Jeda) mentre Galliani si interroga sul da farsi. Il ritorno della Champions League è ormai alle porte ed anche se arrivare fino in fondo rischia di diventare una chimera anche quest’anno lo spettro di presentarsi al grande appuntamento contro l’Arsenal con la rosa a pezzi come lo scorso anno è un incubo da scacciare: Merkel e Mesbah allora potrebbero anche non bastare. Per questo l’idea Tevez non è ancora tramontata: solo Galliani conosce la verità e le reali possibilità di riaprire una trattativa in realtà mai chiusa ma con Pato ancora in organico è tutto più difficile.

L’unica consolazione viene da El Shaarawy: il Piccolo Faraone continua a rispondere presente. E se fosse lui la carta a sorpresa da giocare all’Emirates.

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