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Milano. La nuova giunta lamenta buco da 186 milioni di euro

Moratti e Pisapia, è ancora scontro. Stavolta non per il passato ‘rivoluzionario’ del neo sindaco di Milano, ma per soldi: un buco di 186 milioni di euro ereditato dall’amministrazione precedente.
L’accusa è piuttosto pesante: i 48 milioni di euro d’attivo dichiarati dalla giunta uscente sarebbero fasulli. A sostegno della sua tesi Pisapia parla di documenti già in possesso di Palazzo Marino, dai quali si constaterebbe l’enorme disavanzo. L’assessore al bilanco Bruno Tabacci mette sul tavolo la proposta per una manovra tesa ad equlibrare i conti, proposta subito contestata dall’ex sindaco Moratti secondo la quale la manovra è solo un sistema per alzare la tassazione e i 186 milioni di euro un pretesto per giustificarla.
L’amministrazione uscente fa anche sapere che, per sopperire ad un andamento negativo delle entrate ordinarie stimato intorno ai 50 milioni di euro, si è reso necessario congelare le spese non obbligatorie.

28 milioni sono già stati recuperati, gli altri 22 sarebbero dovuti tornare in cassa entro l’anno.
Altro motivo di riduzione delle entrate è stato l’abbassamento degli oneri di urbanizzazione, scelta maturata di fronte ad un possibile cambio di giunta e ad un eventuale blocco o rallentamento del piano regolatore.
D’altronde lo stesso Giuliano Pisapia, durante la campagna elettorale, aveva promesso di annullare il piano regolatore.

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