Milano: tassista abusivo stupra 20enne ubriaca, arrestato
Milano: tassista abusivo stupra 20enne ubriaca, arrestato
Cronaca

Milano: tassista abusivo stupra 20enne ubriaca, arrestato

tassista abusivo

Una ragazza di 20 anni esce ubriaca da una discoteca di Milano ed accetta il passaggio di un tassista abusivo. Il 61enne egiziano la violenta.

A Milano è il terzo caso di tassista abusivo accusato di aver stuprato una cliente. L’ultimo episodio risale alla notte tra il 16 ed il 17 giugno 2018, e la vittima è una ragazza di 20 anni che aveva appena trascorso una serata in discoteca. Approfittando del fatto che era ubriaca, un tassista abusivo egiziano di 61 anni l’ha violentata e poi gli ha “offerto” la corsa.

Tassista abusivo violenta giovane

Tutto è successo nella notte tra il 16 e il 17 giugno 2018. Una ragazza di 20 anni, dopo aver passato la serata con diversi amici, esce intorno alle 4 della mattina dalla discoteca Old Fashion di Milano (la stessa dove è stato aggredito poche settimane fa Niccolò Bettarini, il figlio dell’ex calciatore Stefano e della conduttrice tv Simona Ventura). Il locale ovviamente è estraneo alla vicenda.

In base alla denuncia, la giovane si è recata nei pressi di un chiosco che vende panini nella strada di fronte la discoteca con l’intento di trovare un taxi abusivo.

Era già successo tante altre volte, ma quella notte a differenza del passato nessun amico ha condiviso la corsa con lei. La ragazza sale quindi nell’auto di un egiziano di 61 anni che aveva già conosciuto in un’altra occasione. Forse per questo si è fidata di lui.

Stavolta però la 20enne, oltre ad essere sola, era anche visibilmente ubriaca. La giovane sale in macchina e pensa che l’uomo la stia accompagnando a casa. Il 61enne invece ferma il “taxi” in un parcheggio poco distante dall’appartamento della ragazza, e la violenta. La vittima appare completamente inerme a causa dell’abuso di alcol, tanto che quando il tassista abusivo la accompagna sotto casa lei tenta anche di pagarlo. “Questa volta è gratis” gli risponde però l’uomo, aggiungendo un: “Questa cosa resta tra noi, ti voglio bene”.

Il risveglio

Solo al risveglio, la mattina successiva, la 20enne comincia a capire quanto è successo. “Nonostante quello che aveva subito sorprende la precisione dei particolari ricordati dalla ragazza”, ha sottolineato in conferenza stampa il procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella. Il magistrato ha anche precisato che a Milano sono già successi altri due casi simili. “Sembra la fotocopia dei precedenti” precisa infatti il procuratore.

In base ai ricordi della 20enne, i carabinieri riescono in breve tempo a risalire al 61enne, vedovo con figli e senza precedenti. Ad avvalorare la tesi investigativa ed i sospetti degli inquirenti anche i dati dei tabulati telefonici, che collocherebbero l’uomo sia fuori dalla discoteca che sul luogo della violenza sessuale, ed il test del DNA. Sia sul corpo della vittima che sulla maglietta rinvenute infatti tracce biologiche che sarebbero appartenenti al “tassista” egiziano, che è stato in queste ore arrestato.

La protesta dei tassisti di Milano

“Come sempre in questi casi ci lascia turbati la notizia trapelata in queste ore della ragazza violentata a Milano da un abusivo” commenta Emilio Boccalini presidente di Taxiblu. “Purtroppo e sottolineo purtroppo – riflette – fatto che non è isolato ma che si aggiunge a quelli che ormai quasi ciclicamente si ripetono nella nostra città e non solo”.

“Fondamentale è ricordare che non si trattava di un tassista, ma di un operatore illegale, di quelli che in tutta la città girano indisturbati e senza controllo, una situazione che perdura da anni – denuncia infatti – Questi personaggi, abusivi, ormai girano incontrollati a Milano in barba alle leggi e ai controlli che oggi più che mai pretendiamo siano inflessibili”.

“Milano che vuole essere città europea modello, lo sia anche e soprattutto nella sicurezza. – esorta quindi Boccalini – Speriamo in tempi brevi in un segnale forte e deciso delle autorità e delle istituzioni per il ripristino delle regole. Per il bene di tutti, della città e di chi la vive e meriterebbe di farlo nella maniera più tranquilla e sicura possibile”.

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