Milioni di uccelli morti in tutto il mondo: la fine è vicina?
Cronaca

Milioni di uccelli morti in tutto il mondo: la fine è vicina?

Da qualche giorno milioni di uccelli cadono, morti, dal cielo: dagli Stati Uniti alla Svezia e ora anche in Italia, a Faenza, dove sono state raccolte centinaia di carcasse di tortore.
E se le analisi prima o poi sveleranno il mistero di questa moria mondiale, intanto un sottile timore sta cominciando a serpeggiare .
Negli Usa, dove in Arkansas una donna ha trovato dozzine di uccelli morti in casa, è già psicosi: profeti, astrologi, cartomanti e ciarlatani vari si sono scatenati assicurando che la strage di uccelli è un segno preciso che l’Altissimo ci sta inviando. Una specie di ultima chiamata prima del redde rationem. Insomma una conferma della funesta previsione dei Maya che hanno calcolato la fine del mondo per il 21 dicembre 2012. La setta cristiana di Harold Camping, da una radio californiana seguita da milioni di ascoltatori, addirittura assicura che «siamo agli sgoccioli» e fissa date ancora più vicine di quella stabilita dai Maya: il 21 maggio prossimo ci sarà il giorno del giudizio, e il 21 ottobre, quando la Terra prenderà fuoco, la fine del mondo.
Senza contare che ora le morti misteriose si sono estese anche ai pesci: hanno trovato due milioni di carcasse nella baia di Chesapeake, nel Maryland.

Altri centomila pesci sono andati a morire sulle sponde dell’Arkansas River.

Ma in fondo per preoccuparsi non occorre agitare lo spauracchio della fine del mondo. Molto più semplicemente è assai probabile che la strage di animali di questi ultimi giorni sia più «semplicemente», l’effetto di una colossale epidemia, o dell’inquinamento che ci siamo procurati con le nostre mani.
«Io credo che la causa della morte di queste tortore – dice Massimo Bolognesi del Wwf parlando del caso di Faenza – sia da ricercare fra una di queste: o un inquinamento temporaneo prodotto da qualche azienda; o l’aviaria o qualche altra malattia; oppure ancora l’avvelenamento. Qualcuno potrebbe averle avvelenate perché le tortore mangiano grandi quantità di sementi». Viene da aggiungere: speriamo.

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