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Minacce online, del 51% dei casi le vittime incontrano i persecutori

minacce online SID

Il recente Internet Safer Day è diventato l’occasione per presentare uno studio sulle minacce online. Dati molto significativi.

Le minacce online non fanno parte solo del mondo virtuale del web. Secondo lo studio Microsoft Digital Civility Index, infatti, nella maggior parte dei casi, chi è stato oggetto di minacce ha anche incontrato di persona il proprio persecutore. Nel dettaglio, lo studio è arrivato a definire una percentuale del 51% sull’intera popolazione e una percentuale del 58% fra i più giovani.

Microsoft Digital Civility Index è stato presentato a Roma in occasione del Safer Internet Day durante l’incontro pubblico dal titolo “Educazione civica 4.0: vivere bene con gli altri anche in Rete” organizzato appunto da Microsoft Italia e dalla Fondazione Mondo Digitale. da De Agostini Scuola e dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Il Digital Civility Index a Roma e le minacce online

“Con il Digital Civility Index” ha spiegato la Responsabile Philanthrophies di Microsoft Italia Paola Andreozzi, “Microsoft intende promuovere l’educazione civica 4.0 specialmente tra i giovani.

E’ un invito a far sì che Internet sia accessibile e più sicuro con il contributo di tutti”. “Aumentare le attività di formazione dedicata e di sensibilizzazione degli studenti, ma anche dei genitori e dei docenti”, ha invece sottolineato il direttore del servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi, “è essenziale per fornire tutti quegli strumenti utili ad evitare le insidie che la Rete può nascondere e fare in modo che Internet possa rappresentare un’opportunità e non un limite”.

Lo studio ha analizzato l’esposizione di un campione di persone a un insieme di 17 rischi online relativi a quattro macro gruppi (comportamento, reputazione, invadenze sessuali e personali). Nel 65% dei casi, gli intervistati hanno dichiarato di essere stati vittima di almeno uno dei 17 rischi individuati (molestie nel 41%, contatti indesiderati nel 43%).

Allarmante anche la percentuale (62%) di persone che, di fronte a un rischio online, ha dichiarato di non sapere a chi rivolgersi.

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