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Miozzo: “Errori nella gestione dell’emergenza? Non c’erano elementi per prevedere”

A due anni dai primi casi Covid, Miozzo ha commentato la gestione delle prime fasi dell'emergenza definendo "patetiche" le critiche di oggi.

Miozzo cts

L’ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, nominato tale poco prima che a Codogno venisse riscontrato il primo caso positivo al Covid, ha fatto il punto sulla gestione dell’emergenza sanitaria nelle prime fasi della pandemia.

Miozzo sulla gestione dell’emergenza

Intervistato dal Corriere della Sera, l’esperto ha sottolineato il contesto in cui gli scienziati si sono dovuti muovere all’inizio, “praticamente al buio, senza informazioni, senza elementi di certezza, senza una guida parte degli organismi internazionali“. Nei primi giorni del 2020 le uniche news arrivavano infatti dalla Cina e fino a metà febbraio in Occidente si sapeva dell’esistenza di una malattia grave nella regione di Wuhan. Solo l’11 marzo l’OMS ha annunciato ufficialmente l’avvio della pandemia.

Nessun organismo extra nazionale, a cominciare dall’Unione Europea, ha condiviso comunicazioni di allarme fornendo istruzioni di comportamento e malgrado ciò l’Italia è stato il primo Paese a chiudere gli scali ai voli dalla Cina nel tentativo di rallentare la possibile diffusione del virus. “Purtroppo nessun altro governo europeo ci ha seguiti e tutti hanno sottovalutato“. Col senno di poi, ha continuato, si è capito che chiudere gli aeroporti era stato inutile perché il virus era comunque sbarcato.

Ma criticare a fuochi spenti le scelte del comitato tecnico-scientifico è facile: in quella fase non c’erano certezze su nulla, neppure sui tempi di incubazione dell’infezione.

Miozzo sulla gestione dell’emergenza: “Patetiche le critiche”

A distanza di due anni, secondo lui è “patetico” criticare la gestione delle prime fasi dell’emergenza: è chiaro che anticipando le chiusure la situazione sarebbe stata diversa, ma mancavano i presupposti per capirlo. “Tutti questi Soloni che adesso criticano quanto è stato fatto sembrano patetici: sono bravissimi, da fuori, come quando gioca la nazionale di calcio e tutti credono di avere la formazione vincente“.

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