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Miozzo: “Sono stanco, vado via. Sulla scuola troppo errori delle Regioni”

Agostino Miozzo pronto a lasciare il ruolo di consulente del ministero dell'Istruzione a causa dei continui errori delle Regioni sulla scuola.

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Il dottor Agostino Miozzo, passato nel marzo scorso dal Cts al ruolo di consulente del ministero dell’Istruzione, ha deciso di lasciare questo mansione in quanto sarebbe stufo dei continui errori delle Regioni con le scuole. In effetti, ogni qual volta dal governo e dal ministero di viale Trastevere a Roma vengono prese delle decisioni, comuni e enti regionali si muovono come meglio credono.

Proprio questo aspetto avrebbe spinto Miozzo a non sentirsi più indispensabile. “Penso che il mio ruolo abbia ormai perso di significato. Sono molto stanco”, ha detto al Messaggero

Miozzo: ” Scuola? Troppo errori delle regioni”

Sulla scuola – ha precisato Miozzo – non è possibile che vi siano regioni o comuni che vanno per conto loro, senza applicare le decisioni del governo.

Serve uno sforzo per ripartire e andrebbero effettuati molti più tamponi. Qualcuno lo fa, molti altri no”. Una situazione diventata insostenibile per il dirigente in pensione della Protezione Civile, da sempre grande sostenitore delle lezioni in presenza e controllate con tamponi e test. “Non è accettabile – ha detto – che nei territori ci sia chi contrasta questa operazione, chi lavora per la Dad, quando le indicazioni partono da un governo di emergenza nazionale, in cui è rappresentato l’80 per cento dei partiti.

Una follia”.

Miozzo su gli errori delle Regioni sulla scuola: “Vado via”

Miozzo ha poi sottolineato che l’Italia, così come altri Paesi del mondo, si sia fatta trovare impreparata dalla pandemia in quanto manca la cultura della prevenzione, lo vediamo tante volte quando scopriamo che una scuola, ad esempio, non era a norma antisismica. Fare prevenzione non porta consenso politico”. “Penso – ha aggiunto il consulente dimissionario – che sia giusto che il decisore politico si prenda le responsabilità delle scelte, gli scienziati devono solo mettere in guardia sulle possibili conseguenze”.

Miozzo: “Errori delle Regioni sulle scuole, servono controlli”

Il punto su cui si sofferma Miozzo è dunque quello di un agire comune non coordinato, che porta ad esempi virtuosi ma anche ad altri che viaggiano decisamente verso gli estremi più bassi. Per il professore è bene dunque riaprire, in quanto “il Paese non ce la fa più, per ragioni economiche e sociali”, ma bisognerebbe trovare il modo di far rispettare le regole. Ciò che mi preoccupa di più – ha aggiunto – è un’anarchia crescente, la convinzione strisciante tra la gente che non vi sia più pericolo di contagio. Io dico – precisa – apriamo, certo, ma le regole che ci sono facciamole rispettare. In modo puntuale, perfino feroce. Il Ministero dell’Interno ha fatto moltissimo e lo ha fatto bene, ma ora deve decuplicare i controlli, multare chi sgarra. Solo così il Paese può permettersi le riaperture”.

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.

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