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Misseri: non ho struprato Sarah

Nuovi sviluppi sulla vicenda della povera Sarah Scazzi. La cugina Sabrina, pur dichiarandosi innocemnte e vittima delle ingiuste accuse del padre resta in carcere , dopo che la perizia del medico legale ha appurato che all’uccisione potrebbe aver parteciparto anche una donna. Il giudice ha convalidato il fermo disposto venerdì scorso dalla procura ma si è riservato di decidere entro quarantotto ore se emettere ordinanza di custodia cautelare o disporre la scarcerazione di Sabrina. Intanto Daniele Galoppa, il legale di Misseri ha dichiarato che il suo assistito vuole ritrattare la seconda parte della sua deposizione, dove confessava di aver stuprato la ragazza dopo averla uccisa.

Il povero Michele -afferma l’avvocato facendo la rappresentazione di un uomo completamente in balia delle donne – non contava nulla in casa sua, viveva “accerchiato in un gineceo” e “non gestiva neppure un centesimo”.

Due ore e mezzo di un serrato interrogatorio, nel corso del quale sono state contestate a Sabrina le circostanze del suo coinvolgimento nel delitto da parte del padre, non hanno per ora sciolto gli enigmi. Sabrina continua con determinazione a dare la sua verità, sempre uguale, ma con troppe contraddizioni negli orari rispetto alla versione fornita dal padre. Ieri sono state ascoltate come persone informate sui fatti anche la madre di Sabrina, Cosima, e la sorella Valentina che sono convinte dell’innocenza della figlia. Ha dato la sua testimonianza sull’ultimo giorno di Sarah anche Alessio Piselli, un amico della vittima che ha parlato con lei il giorno stesso della scomparsa. Intanto Sabrina resta in carcere e gli inquirenti continuano a indagare per fare luce sui misteri che ancora avvolgono la morte della piccola Sarah.

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