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Donne arabe musulmane in Italia: molte, troppe, non sanno l’italiano
Lifestyle

Donne arabe musulmane in Italia: molte, troppe, non sanno l’italiano

Striscia la Notizia
Rajae Bezzaz, l'inviata di Striscia la Notizia

Servizio di Striscia la Notizia sulle numerose donne arabe musulmane che, pur essendo immigrate in Italia anche da 10 anni, non sanno parlare l’italiano. I loro mariti non vogliono.

Le interviste alle donne

Donne e Islam

Spesso, troppo spesso, sentiamo in televisione e leggiamo sui giornali che le donne arabe musulmane immigrate in Italia non sanno parlare l’italiano. Non è semplicemente la lamentela di qualche parlamentare italiano leghista, ma spesso denunciano la stessa cosa intellettuali musulmani laici presenti nel nostro Paese. Questa sera se n’è parlato su Canale 5: sono stati intervistati, a Milano, sia donne che uomini. Le prime, quelle che hanno voluto parlare, erano tutte velate: l’unica a non esserlo era l’intervistatrice, Rajae Bezzaz, di origine libica e capace di rivolgersi a molte delle intervistate che non erano in grado di esprimersi nella nostra lingua. Il programma di cui stiamo parlando è Striscia la Notizia.
Le donne intervistate dicevano praticamente tutte le stesse cose: noi non dobbiamo rimanere qui, dobbiamo tornare nel nostro Paese – l’Egitto nella maggior parte dei casi –, eppure erano in Italia da anni, dai tre ai dieci, ma non spiccicavano un parola di italiano. Non solo: alcune insultavano l’Italia e gli italiani.

Una donna, con due figlie, diceva che assolutamente non avrebbe dovuto educarle qui, perché “Hai visto come vanno in giro le ragazze? Questo Paese è sbagliato! Finisco per aprire le gambe a tutti” – come le italiane, sosteneva questa donna –. Ma mentre in Egitto le donne studiano ed escono di casa, qui no: perchè? “Non so … forse perché siamo in uno strano Paese”, diceva un’intervistata, sempre sorridendo.

Tutte erano casalinghe e qualcuna affermava esplicitamente che, dato che dovevano stare in casa e badare a marito e figli, a loro, imparare l’italiano non serviva. Non si relazionavano nemmeno con i vicini italiani – se li avevano -, invocando la scusa del razzismo, dell’islamofobia, e molte altre, e chi sapeva l’italiano, ipotizzava la mancanza di voglia da parte di altre donne di impararlo. Qualcuna rideva timidamente, dicendo tutte queste cose, ma c’era anche chi, con coraggio, diceva chiaramente e con il viso serio: “Mio marito non vuole”.

Donne ed emancipazione

Le interviste degli uomini

Ovviamente le interviste agli uomini non sono state più incoraggianti: alcuni dicevano che “la nostra donna non lavora” e quindi chissenefrega di imparare l’italiano – in casa si parla solo arabo e le pochè volte che le donne possono uscire, se possono farlo, vengono accompagnate dal marito che con loro parla solo arabo –; qualcuno diceva che “manca loro la voglia”, ma tutti facevano capire di essere loro a non volere che le mogli imparassero la nostra lingua. Praticamente tutti sorridevano, come se quello che dicevano, fosse la cosa più normale del mondo, qualcosa veramente senza importanza, anche se qualcuno, sempre sorridendo, ha ammesso che si trattava di “gelosia”. Le interviste sono finite, come si suol dire, un po’alla “tarallucci e vino”, con un uomo che – sempre prendendola sul ridere –, davanti alle telecamere, ha affermati che sì, le donne arabe “devono studiare”, ma non si sa quanto fosse convinto.

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