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Mondiali 2010: Tra incredulità e rabbia

Lacrime e rabbia. Il popolo azzurro lascia piazza San Carlo a testa bassa. Una ragazzina piange, consolata dalla sorella più grande, qualcuno spezza i bastoni delle bandiere, altri se la prendono con il maxischermo lanciandogli contro le imitazioni delle vuvuzela che gli abusivi vendono a cinque euro fino alla fine del primo tempo, a due e mezzo quando la Slovacchia passa in vantaggio. Il salotto di Torino è pieno e coloratissimo come non si vedeva da tempo. Tanti giovani, ma anche molte famiglie e anziani. Tutti uniti sotto una bandiera, tutti disperati quando l’arbitro fischia tre volte.

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