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Monitoraggio Gimbe del 24 novembre: “Casi in aumento da 5 settimane, 18 province a rischio”

Quinta settimana di aumento dei casi con 18 province che superano l'incidenza di 150: il monitoraggio Gimbe del 24 novembre.

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Il monitoraggio Gimbe del 24 novembre 2021 ha fatto emergere come tutti gli indicatori pandemici abbiano registrato un aumento nell’ultima settimana: sono infatti incrementati sia i decessi che i ricoveri che i contagi diagnosticati. Si tratta della quinta settimana consecutiva di salita dei casi positivi.

Monitoraggio Gimbe

Nel periodo compreso tra il 17 e il 23 novembre, i casi attualmente positivi sono saliti a 154.510 (da 123.396), i soggetti in isolamento domiciliare a 149.353 (da 118.945), i ricoveri con sintomi a 4.597 (da 3.970) e le terapie intensive occupate a 560 (da 481).

Rispetto al precedente monitoraggio, la Fondazione ha dunque rilevato un aumento dell’8,7% dei decessi, del 16,4% dei positivi in rianimazione, del 15,8% dei ricoverati sintomatici, del 25,6% dei soggetti in isolamento a casa, del 27% dei nuovi casi e del 25,25% degli attualmente contagiati.

Sono 18 le province considerate a rischio a causa di un’incidenza di 150 casi ogni 100 mila abitanti, tre volte superiore a quella che farebbe scattare la zona gialla. Si tratta di Trieste (674), Gorizia (492), Bolzano (442), Forlì-Cesena (311), Padova (274), Rimini (249), Aosta (248), Ravenna (214), Treviso (213), Venezia (213), Vicenza (200), Pordenone (186), Udine (183), Fermo (172), Ascoli Piceno (166), Belluno (162), La Spezia (162) e Imperia (160).

L’incidenza di 50 è comunque superata in totale in 92 province tra cui tutte quelle di Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto.

Monitoraggio Gimbe: “Vaccinare il più possibile”

Di qui la necessità, espressa dal presidente Cartabellotta, di vaccinare il maggior numero possibile di persone non ancora immunizzate e di accelerare con la somministrazione delle terze dosi, in particolare negli over 60 e nei fragili.

Inoltre, ha concluso, “é bene tenere a mente le lezioni imparate in 20 mesi di pandemia“.

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