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Montalto: trovate 37 tombe etrusche una è principesca con cavalli e armature
Cronaca

Montalto: trovate 37 tombe etrusche una è principesca con cavalli e armature


Montalto: trovate 37 tombe etrusche una è principesca con cavalli e armature
Dopo le scoperte nella tomba della Regina di Tarquinia, in questi giorni è stata ritrovata una piccola Sfinge. Proseguono intanto gli scavi nella necropoli

Montalto di Castro – Una delle 37 tombe scoperte a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, potrebbe essere principesca o di un alto dignitario della comunità etrusca locale. È quanto ritengono gli archeologi della Soprintendenza all’Etruria Meridionale dopo che nel dromos (il corridoio d’ingresso) della sepoltura hanno individuato le ossa di un cavallo e una grande olla. Solo i principi e gli alti dignitari venivano sepolti con i loro cavalli e le armature.

La necropoli potrebbe essere più estesa di quanto finora accertato, è stata individuata dagli operatori di una cooperativa archeologica di Firenze, incaricata dalla Soprintendenza all’Etruria Meridionale di compiere dei saggi su un terreno in località Due Pini, destinata ad ospitare insediamenti industriali.

La decisione di far compiere i saggi era stata presa perché esistevano forti possibilità che la zona celasse importanti reperti archeologici, come il ritrovamento delle tombe ha confermato.

Nei prossimi giorni le tombe della necropoli, alcune delle quali sarebbero intatte, verranno ripulite e ispezionate dagli archeologi. Si aspettano importanti e preziosi reperti.

Due tombe sono state già esplorate. Una, di quattro camere, è risultata saccheggiata in tempi remoti ma, secondo le valutazioni degli archeologi dovrebbe contenere ancora parte del corredo funebre. Un’altra, invece, dovrebbe essere ancora intatta. Nei prossimi giorni gli archeologici la esploreranno per verificarne il contenuto.

Vicino al parco di Vulci. La necropoli scoperta si trova a pochi chilometri di distanza dal parco archeologico-naturalistico di Vulci, dove, nei giorni scorsi, è stata individuata una tomba al cui interno è stata trovata una piccola sfinge in pietra, costituita da un felino con le ali e la testa di danna, datata tra il V-IV secolo a.C., di straordinario valore storico.

La scultura lunga cinquanta centimetri ricorda molto la famosa Sfinge di Giza. Vicino al luogo di ritrovamento, sono stati identificati anche vasi dipinti di epoca etrusca, alcuni ancora intatti.

La Sfinge di Vulci è venuta alla luce durante gli scavi archeologici diretti dalla Soprintendenza all’Etruria Meridionale ed effettuati dagli operai della Mastarna Srl, l’azienda che gestisce l’area.

Secondo gli archeologi, la tomba venne profanata in tempi molto antichi, mentre ultimamente non ha subito nuove violazione. Questo particolare fa pensare alla Soprintendenza che al suo interno, la sepoltura custodisca ancora oggetti di notevole valore, poiché nell’antichità i tombaroli rubavano soltanto oggetti commerciabili, come i metalli preziosi, e lasciavano intatto il resto dei corredi funebri . In questo modo verrebbe spiegato il motivo per cui la statua è rimasta nella tomba.

A prima vista la Sfinge etrusca risalirebbe a un periodo compreso tra il quinto e il quarto secolo avanti Cristo. Nei prossimi giorni, il monumento verrà studiato approfonditamente in modo tale da stabilirne con certezza l’età esatta e la provenienza.

Dopo le scoperte nella tomba etrusca della Regina di Tarquinia, (dove la Necropoli Unesco delle Tombe Dipinte propone numerose iniziative fino a domenica 8 gennaio) proseguono gli scavi nella necropoli di Vulci.

(in foto la piccola Sfinge di Vulci)

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