Monti a Torino per i 150 anni dell'Unità d'Italia, contestazioni No Tav - Notizie.it
Monti a Torino per i 150 anni dell’Unità d’Italia, contestazioni No Tav
Torino

Monti a Torino per i 150 anni dell’Unità d’Italia, contestazioni No Tav

«La scorsa settimana il governo ha deciso di trasmettere al Parlamento un disegno di legge che faccia del 17 marzo la giornata della nascita dello Stato italiano. Sarà una solennità sobria, senza oneri per lo Stato e per le imprese. Credo sia giusto che così come l’anniversario del Tricolore viene festeggiato a Reggio Emilia, l’anniversario dell’Italia unita venga celebrato ogni anno a Torino». Al suono di queste parole, Mario Monti viene accolto da applausi scroscianti, al termine della sua giornata in città.

Il premier in questa visita è stato soprattutto colpito dalla mostra “Fare gli Italiani”, una mostra sul lungo cammino che ha portato alla composizione di uno stato unitario in Italia. Molta gente lo attendeva in città, per i festeggiamenti legati all’Unità d’Italia; per tre volte il premier l’ha definita Capitale, sottolineando il valore di Torino durante la formazione dello stato unitario: “Torino fu moralmente capitale d’Italia in anticipo, tra il 1850 e il 1860, quando seppe accogliere gli esuli di gran parte d’Italia dopo i moti del 1848.

Quindi lo fu per davvero. Si è poi conquistata il ruolo di capitale sociale ed economica del paese una seconda volta, grazie anche all’umanità con cui seppe accogliere migliaia di persone dal Meridione. E oggi lo è diventata una terza volta, interpretando il desiderio degli italiani di una svolta morale e culturale”.

Ma la visita del premier non è stata solo rose e fiori: durante il concerto al Teatro Regio di Torino, in chiusura degli eventi organizzati per la celebrazione dell’Unità d’Italia, un gruppo di militanti No Tav ha accompagnato la sua entrata in teatro con fischietti, fischi e tamburi. In proposito, si legge sui vari social network del movimento No Tav, lo scopo dell’iniziativa pacifica: “Vogliamo ricordare a Monti e a tutti ciò che disse Cavour nel discorso alla Camera dei deputati, il 16 aprile 1858 ‘Il primo bene di un popolo è la sua dignità”.
“La nostra dignità – si legge ancora – è ormai calpestata dai vostri interessi.

Non ci stiamo a pagare i vostri debiti, non ci stiamo ad essere asserviti al mercato e alla globalizzazione, non ci stiamo a vedere distrutti i nostri territori, calpestati i nostri diritti ad essere affamati dalle logiche affaristiche dei vostri centri di potere”.

Questa iniziativa è iscrivibile nella serie di eventi pacifici organizzati dal movimento No Tav, come lo sciopero della fame iniziato il 17 marzo e motivato da Ferrero: ”Siamo infatti all’assurdo di un governo ‘tecnico’ che si rifiuta di confrontarsi pubblicamente con le ragioni del movimento No Tav in merito al fatto che l’opera e’ inutile, dannosa e dispendiosa. Facciamo questo digiuno perche’ abbiamo fame di verita’ e chiediamo al governo attraverso questa iniziativa non violenta di aprire il dialogo e di smetterla di trattare la Val di Susa come un problema di ordine pubblico. Nei prossimi giorni faro’ il mio turno di digiuno come tutti gli altri e le altre pacifiste che hanno aderito all’iniziativa”.

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