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Monza, bambino con leucemia muore di morbillo: contagiato dai fratelli non vaccinati

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Questa mattina, all’Ospedale San Gerardo di Monza, un bambino di 6 anni malato di leucemia e morto per complicanze da morbillo, molto probabilmente contagiato dai fratelli non vaccinati.

Il fatto

Corsia

Tragedia giovedì mattina 22 giugno alla Fondazione Monza e Brianza per la mamma e per il bambino che si occupa del reparto di pediatria dell’Ospedale monzese San Gerardo: un bambino di 6 anni ricoverato per una leucemia linfoblastica acuta, è morto dopo aver preso il morbillo, che ha causato delle complicanze nello stato di salute già precario del piccolo.

Quest’ultimo infatti era “immunodepresso”, ovvero le sue difese immunitarie erano carenti, ma non aveva potuto essere vaccinato per via della malattia. Molto probabilmente è stato contagiato o dal fratello o dalla sorella maggiori, non vaccinati per decisione dei genitori. Se lo fossero stati, le possibilità di guarigione del bambino sarebbero state di oltre l’85%, come per altri casi analoghi, invece il giovanissimo paziente ha cominciato a peggiorare: il 15 marzo scorso è stato trasferito in terapia intensiva e quello successivo è stata comunicata la diagnosi di morbillo.

Nonostante sia stato sottoposto alle cure necessarie e all’intubazione per favorire la respirazione, le sue condizioni sono peggiorate ancora, fino a minare i polmoni e il cervello, portando il bambino alla morte. Naturalmente questa vicenda non ha potuto non essere commentata dal mondo politico, proprio in un periodo in cui tiene banco la legge sull’obbligatorietà dei vaccini voluta dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin.

I commenti politici

Argomento discusso

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera ha evidenziato l’importanza “fondamentale” dell’ “immunità di gregge per la protezione di coloro che, per la loro malattia o per lo stato di trattamento in cui si trovano, non sono protetti, anche quando fossero vaccinati dal morbillo così come da altre malattie infettive”. “Tengo a sottolineare – ha proseguito Gallera – come solo l’immunità di gregge, cioè la vaccinazione di oltre il 95% dei bambini, sia l’unica strada per tutelare soggetti immunodepressi o che hanno contratto malattie come nel caso del piccolo del San Gerardo, che per queste ragioni non possono vaccinarsi”.

Sull’argomento è intervenuta anche la ministra Lorenzin, la quale ha detto: “E’ dolorosissimo commentare questa morte. Succede, come dice la scienza, quando manca l’immunità di gregge. Non serve aggiungere parole. Bisogna rispettare la medicina e le verità scientifiche per fare il bene dei nostri figli. Sono vicina ai genitori e al loro immenso dolore -, ha concluso la ministra. Intanto le polemiche di questo periodo sull’opportunità o meno dei vaccini – con il rischio per le mamme e i papà che non lo fanno, di vedersi togliere i figli -, sono destinate a continuare, tanto più che quest’anno i casi di morbillo sono più numerosi in Italia, anche se in queste ultime settimane sono sembrati diminuire.